Si riaccende il confronto sul futuro del polo rifiuti di Grasciano, nel Teramano. L’associazione Guide del Borsacchio APS ha trasmesso alla Regione Abruzzo un documento con cui contesta il progetto di ampliamento della discarica Grasciano 2, chiedendo che la proposta venga fermata e rivalutata nel suo insieme.
Al centro della vicenda c’è il piano presentato da Deco Spa per la realizzazione di un terzo lotto, con una capienza indicata in 557.150 metri cubi. Secondo l’associazione, però, l’intervento non può essere esaminato come un’opera isolata, ma va inserito nel quadro ambientale complessivo dell’area, già interessata dalla presenza di altri impianti e da criticità pregresse.
La richiesta di una valutazione complessiva
Nelle osservazioni inviate agli uffici regionali, le Guide del Borsacchio sostengono che serva un’analisi più ampia degli effetti cumulativi. L’attenzione riguarda non solo il nuovo invaso, ma anche le possibili ricadute su traffico, emissioni odorigene, rumore, qualità del suolo e salute pubblica, in un’area che da tempo convive con una forte pressione ambientale.
L’associazione sollecita inoltre una Valutazione di impatto sanitario ritenuta rigorosa e approfondimenti specifici sugli aspetti geologici e idrogeologici del sito. Per i firmatari del documento, prima di autorizzare un ulteriore ampliamento occorre chiarire in modo completo quali possano essere le conseguenze sul territorio della provincia di Teramo.
Falda sotto osservazione e nodi sul percolato
Uno dei punti ritenuti più delicati riguarda la situazione delle acque sotterranee. Nel 2025, viene ricordato nelle osservazioni, Green Management ha segnalato alle autorità il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nella falda nell’area di Casette di Grasciano. I controlli eseguiti in diversi piezometri avrebbero fatto emergere valori anomali per varie sostanze, tra cui solfati, boro, manganese, nichel, fluoruri e azoto nitroso.
Per questo motivo viene chiesta una nuova caratterizzazione della falda, condotta in maniera coordinata, insieme alla ricostruzione dell’intero modello idrogeologico della zona. L’obiettivo, secondo l’associazione, è comprendere con precisione lo stato reale delle matrici ambientali prima di ogni nuova decisione.
Nel documento viene richiamata anche la storia del sito per quanto riguarda la gestione del percolato. Le Guide del Borsacchio ricordano che in passato sono state rilevate criticità legate alla mancata captazione e a episodi di fuoriuscita e sversamento sul terreno e nelle acque superficiali del Tordino. L’associazione precisa di non attribuire automaticamente tali fatti alla gestione attuale, ma ritiene necessario verificare se quelle situazioni abbiano prodotto conseguenze ancora presenti.
Territorio agricolo e verifiche archeologiche
Tra gli elementi portati all’attenzione della Regione Abruzzo compare anche il valore agricolo dell’area di Grasciano. Secondo l’associazione, il terreno interessato non rappresenta uno spazio marginale, ma una risorsa con funzioni produttive, paesaggistiche ed ecologiche. La realizzazione di un nuovo lotto, viene evidenziato, comporterebbe ulteriore consumo di suolo e una modifica stabile del paesaggio rurale.
Un altro tema sollevato riguarda il patrimonio archeologico. La zona, infatti, conserva testimonianze di epoca romana e la Soprintendenza ha richiesto saggi preventivi. Per l’associazione, qualunque trasformazione irreversibile del sottosuolo dovrebbe essere rinviata fino al completamento di tutti gli accertamenti richiesti.
Il confronto resta aperto nel Teramano
La posizione delle Guide del Borsacchio si riassume nella richiesta di respingere il progetto finché non saranno chiariti tutti gli aspetti ambientali, sanitari, agricoli e archeologici legati al sito. Il caso di Grasciano, che interessa da vicino il territorio teramano e le comunità dell’area, torna così al centro del dibattito sul rapporto tra gestione dei rifiuti, tutela delle risorse naturali e pianificazione del territorio.
Spetterà ora agli enti competenti valutare le osservazioni depositate nell’ambito dell’iter autorizzativo e decidere se il progetto potrà proseguire o se saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici.

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