Nel giorno del decimo anniversario del terremoto che colpì il Centro Italia, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha preso parte ad Amatrice alle iniziative istituzionali e religiose organizzate per ricordare le vittime della notte del 24 agosto 2016. Alla commemorazione era presente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il ricordo di quella tragedia resta particolarmente sentito anche in Abruzzo, dove la lunga sequenza sismica tra il 2016 e il 2017 interessò diversi territori dell’entroterra e coinvolse in modo diretto numerosi comuni della provincia di Teramo e delle aree montane regionali. Una ferita che, a distanza di dieci anni, continua a mantenere forte il legame tra le comunità colpite.
La cerimonia ad Amatrice
La giornata commemorativa si è svolta ad Amatrice, uno dei centri simbolo di quel sisma insieme ad Accumoli e Arquata del Tronto. Il programma ha previsto un momento di omaggio alle vittime con la deposizione di una corona nel Parco Minozzi, seguito dalla celebrazione solenne presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi al campo sportivo. In serata è stato inoltre proposto il Requiem Rimembranza.
La presenza delle istituzioni nazionali e regionali ha voluto ribadire la continuità dell’impegno pubblico accanto ai territori che ancora convivono con le conseguenze del terremoto. Marsilio, intervenendo durante la commemorazione, ha sottolineato il dovere di non interrompere il percorso di sostegno alle comunità fino al completamento della ricostruzione.
Il richiamo ai territori abruzzesi colpiti
Nel suo intervento, il presidente della Regione ha richiamato anche l’esperienza abruzzese, segnata prima dal sisma del 2009 e poi dagli eventi del Centro Italia. Un passaggio che riguarda da vicino anche il Teramano, dove il tema della ricostruzione e della tenuta dei piccoli comuni resta centrale per molte realtà dell’area interna, con riflessi che interessano l’intero territorio provinciale e la costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, per i rapporti quotidiani con l’entroterra.
Marsilio ha evidenziato come l’Abruzzo abbia dovuto affrontare procedure complesse legate alla sovrapposizione di crateri, norme e iter amministrativi, ma abbia comunque raggiunto un avanzamento significativo nel lavoro di ricostruzione. Secondo i dati richiamati dal presidente, nei 23 comuni abruzzesi già colpiti dal sisma del 2009 la percentuale media delle pratiche esaminate si avvicina al 90%, con diversi centri che hanno superato questa soglia e due arrivati al completamento totale.
Ricordo delle vittime e dei soccorsi
Il decennale è stato anche l’occasione per rinnovare la vicinanza alle famiglie delle persone che persero la vita e a chi, in quelle ore drammatiche, vide cambiare per sempre la propria esistenza. Nel ricordo istituzionale è stato rivolto un pensiero anche agli operatori che intervennero nell’emergenza: soccorritori, volontari, Protezione civile, Forze dell’ordine e tutti coloro che prestarono assistenza nei giorni successivi alla scossa.
Per l’Abruzzo, e per una provincia come quella di Teramo che ha conosciuto da vicino gli effetti dei terremoti, la ricorrenza assume un significato che va oltre la sola memoria. Il tema resta infatti legato alla sicurezza del patrimonio edilizio, alla continuità dei servizi nei borghi dell’entroterra e alla necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale su aree che continuano a chiedere presenza, risposte e tempi certi.
Una memoria che resta attuale
A dieci anni da quella notte, la commemorazione di Amatrice ha unito ancora una volta territori diversi ma segnati dalla stessa esperienza. Anche per i lettori della costa teramana e di Giulianova, il ricordo del sisma 2016 resta vicino: non solo per la contiguità geografica con le zone colpite, ma per il rapporto costante che lega il litorale ai comuni dell’Appennino abruzzese e marchigiano. La ricostruzione materiale e quella sociale, hanno ribadito le istituzioni presenti, restano un impegno aperto.

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