La prevenzione degli incendi non può limitarsi ai giorni dell’emergenza. Dopo le ultime settimane segnate da diversi roghi in Abruzzo, torna al centro il tema della gestione ordinaria dei boschi, con un richiamo che interessa da vicino anche il Teramano, dove aree collinari e montane rappresentano una parte importante del territorio e della sua tenuta ambientale.
A intervenire è l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Pescara, che attraverso il vicepresidente e delegato alle foreste Matteo Colarossi ha rilanciato la necessità di agire prima che scoppiino le fiamme. Il punto, spiegano i professionisti, è che lo spegnimento da solo non basta se mancano strumenti essenziali come fasce tagliafuoco, accessi forestali adeguati e una cura costante delle aree boscate.
Gestione dei boschi e interventi continuativi
Secondo l’Ordine, una selvicoltura attiva e sostenibile contribuirebbe a contenere la violenza degli incendi e la loro estensione. Tra gli interventi ritenuti utili vengono indicati il diradamento dei rimboschimenti di conifere, la presenza di boschi misti con latifoglie, il recupero della viabilità forestale già esistente e la realizzazione di nuove fasce di protezione. Misure che, oltre a facilitare le operazioni di controllo e spegnimento, potrebbero migliorare anche la funzionalità ecologica delle aree naturali.
Il ragionamento parte da un quadro più ampio: l’aumento delle temperature e l’andamento irregolare delle piogge rendono i boschi più esposti, mentre allo stesso tempo la superficie forestale continua ad aumentare. In Abruzzo, ricordano gli agronomi e forestali, la copertura boscata raggiunge una quota molto alta del territorio regionale. Per questo, sottolineano, non si può pensare alle foreste solo come luoghi da proteggere quando si verifica un incendio, ma come un patrimonio da seguire durante tutto l’anno.
Le tre proposte avanzate dai tecnici
Dal confronto avviato dall’Ordine emergono tre linee di lavoro. La prima riguarda un programma straordinario di manutenzione preventiva dei boschi, con interventi mirati su rimboschimenti, tracciati forestali e aree di separazione utili a limitare la propagazione del fuoco. Per i tecnici si tratta di opere compatibili anche con la tutela della fauna, perché in grado di creare corridoi ecologici, margini di transizione e nuovi microhabitat.
Il secondo punto è l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento, con la Regione come riferimento principale e il coinvolgimento di ministero, comuni, unioni montane, parchi, riserve, università, carabinieri forestali e organismi tecnici del settore. L’obiettivo è superare la frammentazione di competenze e rendere più rapida ed efficace la pianificazione.
La terza proposta guarda invece a ciò che accade dopo i roghi: individuare subito le aree che possono rigenerarsi autonomamente e quelle in cui, al contrario, sarà necessario intervenire con opere di ripristino o rimboschimento. Su questo aspetto vengono richiamati alcuni casi abruzzesi in cui il ritorno spontaneo del bosco non si è verificato.
Un tema che riguarda anche il territorio teramano
Il richiamo alla prevenzione ha un valore concreto anche per la provincia di Teramo, dove la presenza di boschi e aree interne, dalla fascia pedemontana fino ai comuni più vicini ai rilievi, impone una programmazione attenta. In territori come quelli dell’entroterra teramano, ma anche nelle zone collinari che si affacciano verso la costa tra Giulianova, Roseto e le aree limitrofe, la manutenzione del verde e l’accessibilità delle aree naturali incidono direttamente sulla capacità di risposta in caso di incendio.
Secondo i professionisti del settore, il nodo non è soltanto ambientale ma anche economico e sociale. Una foresta curata, spiegano, è più controllabile, favorisce la biodiversità e può generare attività legate al legno, al turismo, alla difesa del suolo e alla valorizzazione del paesaggio. In questa prospettiva, la presenza di persone che vivono e lavorano nelle aree boscate diventa un presidio concreto anche contro gli incendi dolosi.
Dall’emergenza alla prevenzione
Il messaggio finale lanciato dall’Ordine è netto: bisogna passare da una logica basata soltanto sull’intervento urgente a una strategia di prevenzione stabile. Una gestione forestale costante, sostengono gli esperti, renderebbe i roghi meno estesi e più facili da affrontare, con benefici anche sui costi complessivi delle operazioni di spegnimento.
Un’indicazione che in una regione come l’Abruzzo, e per riflesso anche nei comprensori del Teramano, riapre il confronto su manutenzione del territorio, semplificazione delle procedure e coordinamento tra enti. La sfida, secondo i tecnici, è far partire il lavoro quando le fiamme non ci sono, e non soltanto quando l’emergenza è già esplosa.

Giulianova.it è un progetto editoriale locale curato da Genesi.it, web agency attiva dal 1996 nei servizi web, SEO, sviluppo digitale e visibilità online, compresa la presenza nei sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale. L’esperienza del team è documentata anche attraverso le recensioni e video testimonianze dei clienti di Genesi, pubblicate come riscontro concreto dei servizi realmente forniti.


