Sale a tre il numero delle infezioni da virus West Nile accertate in Abruzzo. L’ultimo episodio riguarda una donna di 67 anni residente in provincia di Pescara, attualmente ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti. La vicenda richiama l’attenzione anche lungo la costa teramana e nel comprensorio di Giulianova, dove in queste settimane resta alta la sorveglianza sanitaria sulle malattie trasmesse dalle zanzare.

Indagine sanitaria avviata dopo il caso confermato

Dopo la conferma dell’infezione, la Asl di Pescara ha attivato gli accertamenti epidemiologici attraverso il servizio competente in materia di igiene pubblica. L’obiettivo è ricostruire i movimenti compiuti dalla paziente nelle tre settimane precedenti alla comparsa dei sintomi, per capire se il contagio sia avvenuto nel Pescarese o in un’altra area.

Contestualmente sono partite le comunicazioni previste ai sindaci del territorio provinciale e ai medici di famiglia, così da rafforzare l’attenzione sul piano della prevenzione e dell’eventuale individuazione di altri casi sospetti.

Tre episodi registrati nella regione

Con il nuovo riscontro nel Pescarese, il totale regionale arriva a tre casi: uno era già stato segnalato nel Teramano, un altro nel Chietino. Un quadro che rende la situazione di interesse anche per i comuni della provincia di Teramo, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, passando per Tortoreto, Alba Adriatica e le altre località della costa, dove nei mesi estivi la presenza di zanzare aumenta sensibilmente.

Le verifiche in corso dovranno chiarire il livello di circolazione del virus sul territorio abruzzese e l’eventuale necessità di ulteriori misure di contenimento. Al momento, le autorità sanitarie mantengono il monitoraggio senza diffondere indicazioni diverse da quelle già previste dai protocolli nazionali.

Controlli su insetti vettori e animali sensibili

Parallelamente all’inchiesta epidemiologica, la struttura veterinaria della Asl pescarese ha intensificato la sorveglianza per verificare l’eventuale presenza del virus tra gli insetti vettori e negli animali più esposti alla West Nile Disease. Le attività vengono portate avanti nell’ambito del Piano nazionale arbovirosi 2026, con il supporto del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, dove sono in corso le analisi.

Si tratta di un passaggio ritenuto essenziale per comprendere se il virus stia circolando in modo più ampio e per definire eventuali interventi mirati nei diversi territori, compresi quelli del Teramano.

Le precauzioni consigliate ai cittadini

La difesa più efficace resta quella contro le punture di zanzara e contro la formazione di ristagni d’acqua, ambienti favorevoli alla proliferazione degli insetti. Le indicazioni rivolte alla popolazione sono quelle ormai note: usare prodotti repellenti seguendo le istruzioni, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali, installare o mantenere efficienti le zanzariere e svuotare contenitori, sottovasi e recipienti dove l’acqua può accumularsi.

È inoltre utile controllare periodicamente grondaie, tombini e caditoie e, nei casi in cui l’acqua non possa essere eliminata, procedere con trattamenti larvicidi secondo le modalità previste. Misure semplici, ma importanti anche nei centri costieri come Giulianova e nelle aree interne della provincia di Teramo, soprattutto nel periodo più caldo dell’anno.

La situazione resta dunque sotto osservazione, con l’attenzione rivolta sia all’evoluzione clinica della paziente sia agli esiti dei controlli ambientali e sanitari già avviati in Abruzzo.

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