Il turismo internazionale continua a rappresentare un punto critico per l’Abruzzo. A rilanciare il tema è SOS Utenti APS, che commenta i dati diffusi dal Sole 24 Ore su base Istat relativi all’andamento del comparto turistico fino al 2025. Secondo l’associazione, la regione resta indietro nella capacità di intercettare visitatori stranieri, nonostante il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico che interessa anche molte aree della costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino alle altre località balneari abruzzesi.

Il dato evidenziato riguarda soprattutto il peso ancora contenuto delle presenze estere. Nel quadro Abruzzo-Molise, la quota di turismo straniero si ferma al 16,9% nel 2025, lontana dai livelli registrati in altre regioni italiane dove la componente internazionale è ormai largamente prevalente. Per l’associazione, non basta leggere in modo positivo l’aumento complessivo dei flussi: il nodo centrale resta la qualità della crescita e la capacità di rendere il territorio attrattivo sui mercati esteri.

I numeri al centro del dibattito sul turismo abruzzese

SOS Utenti richiama anche un altro elemento: nell’arco di diversi decenni, la quota delle presenze turistiche dell’aggregato Abruzzo-Molise sul totale nazionale sarebbe salita solo in misura molto limitata, dall’1,5% del 1962 all’1,7% del 2025. Un incremento giudicato troppo modesto per una regione che dispone di mare, borghi, aree protette, montagna ed enogastronomia.

Da qui la richiesta di una riflessione pubblica sulla strategia seguita finora. Il ragionamento, pur partendo dalla Costa dei Trabocchi, tocca da vicino tutto l’Abruzzo e può interessare anche il territorio teramano, dove il peso del turismo balneare è storicamente rilevante. Località come Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica, Pineto e Silvi condividono infatti la stessa necessità di consolidare l’offerta e di farsi riconoscere anche oltre il mercato nazionale.

Il caso Costa dei Trabocchi e la questione del modello

Nella sua presa di posizione, l’associazione torna a richiamare il progetto GEIE Costa dei Trabocchi, nato con l’idea di costruire un sistema integrato tra mobilità dolce, accoglienza, servizi, ambiente, cultura ed enogastronomia, con un’apertura esplicita verso i tour operator internazionali. L’obiettivo, viene ricordato, non era limitarsi a un’infrastruttura ciclabile, ma trasformare quel tratto di costa in una destinazione riconoscibile e organizzata.

Il progetto, però, non andò avanti. Il 13 gennaio 2023 la Provincia di Chieti comunicò che la Via Verde sarebbe stata gestita direttamente dall’ente e che la proposta di finanza presentata non sarebbe stata presa in considerazione. SOS Utenti precisa di non voler riaprire oggi uno scontro amministrativo, ma di sollevare una questione di merito: quale modello di sviluppo sia stato scelto e con quali risultati, soprattutto sul fronte del turismo estero.

Secondo l’associazione, un’infrastruttura da sola non basta a generare un mercato internazionale stabile. Servono promozione mirata, relazioni con operatori stranieri, manutenzione costante, servizi efficienti, coordinamento tra enti locali e una programmazione di lungo periodo. In sostanza, il problema non sarebbe solo chi gestisce, ma soprattutto come viene costruita e proposta l’esperienza complessiva del territorio.

Le richieste alla Regione e agli enti locali

Alla luce dei dati più recenti, SOS Utenti APS chiede a Regione Abruzzo e Provincia di Chieti di aprire un confronto pubblico sulla politica turistica. Il criterio di valutazione, secondo l’associazione, non dovrebbe limitarsi al numero totale dei visitatori, ma misurare anche la capacità di attrarre, accogliere e fidelizzare il pubblico internazionale.

Tra i punti indicati come prioritari ci sono il miglioramento dell’accoglienza, la manutenzione continua del territorio, la tutela della biodiversità, il coordinamento tra Comuni, il collegamento tra costa ed entroterra, la promozione sui mercati esteri e l’arrivo di investimenti qualificati, sottoposti a regole precise. Un’impostazione che, seppur riferita alla Costa dei Trabocchi, apre una discussione più ampia sull’intero sistema turistico regionale.

Un tema che riguarda anche la costa teramana

Per il territorio di Giulianova e della costa teramana, il tema è tutt’altro che secondario. La competitività delle destinazioni turistiche passa sempre più dalla capacità di presentarsi con servizi omogenei, identità chiara e collegamenti tra mare, centri storici ed entroterra. Il confronto aperto in queste ore nel resto dell’Abruzzo ripropone quindi una domanda che vale anche per la provincia di Teramo: come trasformare le presenze in un turismo più stabile, internazionale e capace di generare ricadute durature sull’economia locale.

Il messaggio lanciato dall’associazione è netto: continuare con gli stessi strumenti, a fronte di risultati considerati insufficienti sul versante estero, rischia di non produrre cambiamenti reali. Per questo viene sollecitata una visione di lungo respiro, costruita su competenze, programmazione e valorizzazione dell’identità dei luoghi.

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