Nuova giornata di emergenza incendi in Abruzzo, con il fronte più delicato segnalato nell’area del Morrone tra Roccacasale e Corfinio. Il rogo, tornato ad alimentarsi nella zona compresa tra il casolare Santacroce e l’area del Beato Mariano, sta interessando un settore boschivo particolarmente sensibile e viene seguito con attenzione per il rischio di ulteriore avanzamento verso aree più vicine alle abitazioni.

La notizia arriva da un quadro regionale che, pur riguardando l’Aquilano, viene osservato con interesse anche sulla costa teramana e nel Giuliese, dove l’attenzione alla campagna antincendio resta alta in queste settimane di temperature elevate e vegetazione secca. Il timore, in casi come questo, è che vento e condizioni del terreno possano rendere più complesse le operazioni di contenimento.

Rafforzato il dispositivo di spegnimento

Per fronteggiare la situazione è stato potenziato l’intervento sia da terra sia dall’alto. Secondo gli aggiornamenti diffusi dalla Protezione civile, sul rogo stanno operando il Canadair CAN11 e un elicottero antincendio, insieme a numerose squadre impegnate nel presidio dell’area e nelle attività di spegnimento e contenimento.

Nel dispositivo risultano coinvolti volontari di Protezione civile, vigili del fuoco, funzionari regionali e personale dell’Esercito. Il quadro operativo aggiornato a metà giornata indica decine di operatori sul campo e diversi mezzi di supporto, comprese autobotti e strutture logistiche necessarie al rifornimento degli elicotteri.

Tra le risorse impiegate figurano 27 volontari con 9 mezzi, 2 funzionari della Protezione civile, 12 operatori dell’Esercito e 25 vigili del fuoco con 8 mezzi. Il Canadair era entrato in azione nelle prime ore del mattino, mentre per il supporto aereo regionale è stato attivato anche un ulteriore velivolo.

Richiesto anche il supporto del IX Reggimento Alpini

Vista la gravità del quadro, il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, ha chiesto al prefetto dell’Aquila l’attivazione del IX Reggimento Alpini. La richiesta nasce dalla necessità di avere un ulteriore contributo specialistico nelle operazioni antincendio boschivo e nella successiva bonifica delle superfici interessate dalle fiamme.

L’obiettivo è alleggerire la pressione sulle squadre già presenti e accelerare le attività in una zona che continua a essere ritenuta critica. Dalla struttura regionale viene sottolineato che l’evoluzione dell’incendio potrebbe avere conseguenze su persone e beni se il fronte non venisse rapidamente stabilizzato.

Il punto sugli altri incendi nell’Aquilano

Oltre al caso di Roccacasale, restano monitorate anche altre situazioni nella provincia dell’Aquila. A Rocca di Cambio, dove nei giorni scorsi si era registrato un miglioramento, il fronte è tornato ad attivarsi e si è reso necessario l’invio di un altro mezzo aereo coordinato dai vigili del fuoco, con il supporto di volontari di Protezione civile.

Attività di presidio sono state effettuate anche in altre località abruzzesi. A Casalbordino sono stati impiegati volontari per supporto e sorveglianza, mentre a Capestrano l’incendio risulta spento e successivamente bonificato.

Un’estate da tenere sotto controllo anche per il Teramano

Pur trattandosi di un’emergenza localizzata nell’interno abruzzese, episodi di questo tipo richiamano l’attenzione anche dei territori della provincia di Teramo, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino alla Val Vibrata e alle aree collinari. In tutta la regione il periodo resta delicato sul fronte incendi, con l’apparato di protezione civile e i vigili del fuoco chiamati a un monitoraggio continuo.

Nelle prossime ore saranno decisivi l’andamento meteorologico e l’efficacia delle operazioni di contenimento per capire se il fronte sul Morrone potrà essere circoscritto senza ulteriori estensioni.

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