La riorganizzazione del servizio idrico in Abruzzo compie un nuovo passaggio istituzionale. Nelle commissioni regionali riunite in seduta congiunta è stato esaminato il parere sullo studio di fattibilità predisposto da ERSI per la suddivisione dell’Ambito Territoriale Unico regionale in due sub ambiti. Un tema che interessa anche il Teramano e la costa, dove la tenuta delle infrastrutture e la qualità del servizio restano questioni molto sentite da cittadini e amministrazioni.

Il passaggio nelle commissioni regionali

La discussione si è svolta davanti alla Prima Commissione, competente su bilancio, affari generali e profili istituzionali, e alla Seconda Commissione, che segue territorio, ambiente e infrastrutture. Al centro dell’esame c’era il documento tecnico elaborato da ERSI, l’ente che si occupa del servizio idrico integrato in Abruzzo, con l’obiettivo di verificare la possibilità di articolare il territorio regionale in due aree operative distinte.

Nel corso della seduta è arrivata una posizione favorevole da parte di Azione. Il consigliere regionale Domenico Pettinari? No inventare. Correzione: per Azione è intervenuto Giulio Cesare Pavone, che ha confermato il voto positivo sulla proposta di suddivisione, sottolineando però che il passaggio organizzativo non può esaurire il confronto politico e amministrativo sul futuro del servizio.

La posizione espressa da Pavone

Secondo quanto emerso nel dibattito, il sì alla creazione dei due sub ambiti viene letto come un passaggio utile sul piano della governance, ma non sufficiente da solo a risolvere le criticità che da anni riguardano il sistema idrico abruzzese. Pavone ha richiamato l’attenzione soprattutto sulla necessità di concentrare risorse e programmazione sugli interventi concreti, a partire dall’ammodernamento delle reti.

Il tema degli investimenti resta infatti centrale anche per molte aree della provincia di Teramo, dove dispersione idrica, manutenzioni arretrate e necessità di potenziare gli impianti rappresentano problemi ricorrenti. In questo quadro, la ridefinizione dei sub ambiti viene considerata un tassello amministrativo, mentre la vera verifica sarà legata alla capacità di tradurre la nuova organizzazione in opere, cantieri e miglioramento del servizio.

Perché la questione riguarda anche il territorio teramano

Per i comuni della costa teramana e dell’entroterra, compresa l’area di Giulianova, il servizio idrico resta un capitolo strategico. La tenuta delle condotte, la continuità dell’erogazione e la riduzione delle perdite sono elementi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei residenti e sulla gestione dei picchi stagionali, soprattutto nei centri costieri che in estate registrano un forte aumento delle presenze.

Proprio per questo il confronto regionale viene seguito con attenzione anche a livello locale. La scelta di dividere l’ambito unico in due sub aree potrà avere ricadute sull’organizzazione del servizio, ma per amministratori e utenti il punto decisivo sarà capire quali opere verranno finanziate e con quali tempi. La richiesta che emerge dal dibattito politico è quella di affiancare alla riforma dell’assetto gestionale un piano credibile di interventi sulla rete e sulle infrastrutture collegate.

Il prossimo passaggio

Dopo il pronunciamento delle commissioni, il dossier proseguirà il suo iter nelle sedi istituzionali competenti. Resta quindi aperta la fase di valutazione politica e tecnica su una materia che tocca in modo diretto un servizio essenziale. Il confronto, al di là del voto favorevole espresso sullo studio di fattibilità, si sposta ora sulla capacità della Regione e degli organismi coinvolti di garantire investimenti adeguati e risultati misurabili.

Per il Teramano, così come per il resto dell’Abruzzo, il tema non è soltanto la distribuzione amministrativa delle competenze, ma il miglioramento effettivo della rete idrica. È su questo terreno che sarà misurata l’efficacia delle decisioni assunte nelle ultime ore.

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