La macchina della Protezione civile regionale rafforza il proprio dispositivo operativo per rispondere alla fase di emergenza legata agli incendi che stanno interessando l’Abruzzo. L’obiettivo è aumentare la presenza sul territorio e consentire un impiego più ampio dei volontari nelle attività di supporto e contrasto ai roghi, con effetti che riguardano anche il Teramano e l’area della costa.

Per far fronte alla situazione, l’Agenzia regionale di Protezione civile ha deciso di applicare quanto previsto dall’articolo 39 del decreto legislativo 1 del 2018, una norma che disciplina l’attivazione del volontariato organizzato nelle emergenze. La misura permette ai volontari chiamati in servizio di operare con le tutele previste dalla legge, compreso il mantenimento del posto di lavoro durante il periodo di impiego.

Più forze in campo per l’emergenza roghi

Il provvedimento è stato adottato per rendere più rapida ed efficace la risposta sul territorio in un momento in cui il rischio incendi richiede un presidio costante. L’attivazione delle disposizioni nazionali consente infatti di potenziare l’operatività delle associazioni di volontariato che collaborano con il sistema regionale di Protezione civile.

Si tratta di un passaggio importante soprattutto nelle giornate più delicate, quando temperature elevate, vento e vegetazione secca possono favorire la propagazione delle fiamme. In questo quadro, la disponibilità di squadre aggiuntive rappresenta un supporto concreto alle strutture impegnate nei monitoraggi, nella logistica e nelle attività collegate alla gestione dell’emergenza.

Le tutele previste per i volontari attivati

Il richiamo all’articolo 39 consente di utilizzare i volontari con i benefici riconosciuti dalla normativa nazionale. In sostanza, chi viene mobilitato per le operazioni di Protezione civile può assentarsi dal lavoro secondo le modalità previste, senza perdere le garanzie occupazionali. Una tutela considerata essenziale per favorire una partecipazione effettiva da parte delle associazioni e dei cittadini già formati per questo tipo di interventi.

La decisione della Regione punta dunque a rimuovere gli ostacoli pratici che spesso limitano la disponibilità immediata del volontariato organizzato, rendendo più semplice l’invio di personale nelle aree dove il supporto è ritenuto necessario.

Attenzione alta anche nel Teramano

La disposizione ha un rilievo che interessa da vicino anche la provincia di Teramo, dove durante la stagione estiva resta sempre elevata l’attenzione sul fronte incendi, sia nelle aree interne sia lungo la fascia collinare e costiera. Per località come Giulianova e per il territorio circostante, il rafforzamento del sistema regionale rappresenta un elemento di prevenzione e di risposta che può risultare decisivo in caso di criticità improvvise.

Il potenziamento delle attività operative rientra nella più ampia strategia di protezione del territorio abruzzese in una fase in cui il rischio legato ai roghi boschivi e di interfaccia continua a richiedere un coordinamento stretto tra istituzioni, strutture tecniche e volontari.

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