Il tema della tassa sui rifiuti torna al centro del confronto politico a Tortoreto, dove in Consiglio comunale si è discusso del Piano economico finanziario 2026-2029 e delle tariffe Tari collegate al servizio. Durante il dibattito è emersa la richiesta di rivedere i criteri con cui viene calcolato il tributo, con l’obiettivo di renderlo più aderente alla quantità effettiva di rifiuti prodotta da famiglie e attività economiche.
A sollevare la questione è stato il consigliere comunale del Partito Democratico Mauro Di Bonaventura, che ha chiesto un’impostazione diversa rispetto al sistema attuale. Secondo la posizione espressa in aula, il meccanismo tariffario dovrebbe essere corretto per superare situazioni considerate poco equilibrate e per introdurre criteri più vicini al principio di proporzionalità.
Il confronto sulle tariffe del servizio rifiuti
La discussione si è sviluppata nell’ambito dell’approvazione del Pef, il documento che definisce i costi del servizio rifiuti su base pluriennale, in questo caso per il quadriennio 2026-2029. Da quel passaggio dipendono anche le tariffe che cittadini e imprese di Tortoreto saranno chiamati a sostenere.
Nel corso della seduta è stato sottolineato come la Tari, per essere percepita come equa, dovrebbe tenere maggiormente conto della produzione reale dei rifiuti. Un’impostazione di questo tipo, nelle intenzioni avanzate durante il Consiglio, consentirebbe di differenziare meglio il peso economico tra le varie utenze, evitando che il prelievo risulti uguale o troppo simile in situazioni molto diverse tra loro.
La richiesta: premiare i comportamenti virtuosi
Tra i punti messi in evidenza c’è anche la necessità di riconoscere un vantaggio a chi contribuisce concretamente a ridurre l’impatto del servizio. Il riferimento è ai cittadini e alle attività che adottano pratiche più attente nella gestione dei rifiuti, dalla corretta differenziazione fino a comportamenti che possono limitare la quantità complessiva conferita.
L’idea sostenuta in aula è che un sistema tariffario più moderno debba prevedere strumenti capaci di incentivare le condotte virtuose. In questo modo, oltre all’aspetto economico, la Tari diventerebbe anche uno strumento di politica ambientale, in grado di accompagnare scelte più sostenibili sul territorio.
Un tema che interessa anche la costa teramana
La discussione avviata a Tortoreto riguarda un tema molto sentito anche negli altri comuni della costa teramana, da Giulianova ad Alba Adriatica, passando per Roseto degli Abruzzi e le località limitrofe. Il costo del servizio rifiuti e la ripartizione delle tariffe restano infatti tra gli argomenti più delicati per famiglie, operatori economici e amministrazioni locali.
Nei centri a forte vocazione turistica, come accade lungo il litorale, il tema assume un rilievo particolare perché il servizio deve confrontarsi con variazioni stagionali importanti e con esigenze organizzative spesso più complesse rispetto ad altri territori. Per questo il confronto su criteri di calcolo, sostenibilità del piano economico e incentivi ai comportamenti corretti continua a essere osservato con attenzione anche fuori dai confini comunali.
Il passaggio politico sul Pef 2026-2029
L’intervento del consigliere dem si inserisce dunque nel percorso istituzionale che ha portato in aula il piano economico per i prossimi anni. La richiesta emersa è quella di aprire una riflessione più ampia sul modello di tariffazione, così da arrivare a un sistema che, secondo quanto sostenuto nel dibattito, possa risultare più bilanciato e più attento alle differenze tra le varie utenze.
Il confronto resta aperto e si lega a una questione concreta per residenti e operatori del territorio: il rapporto tra costi del servizio, qualità della raccolta e peso fiscale. Un tema che a Tortoreto, come in molti comuni del Teramano, continua a incidere direttamente sulla vita quotidiana e sui bilanci delle attività.
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