Un uomo di 48 anni ristretto nel carcere di Castrogno, a Teramo, è stato rinvenuto morto nella serata di sabato all’interno della sua cella. La vicenda ha riacceso l’attenzione sulla struttura penitenziaria del capoluogo, già più volte al centro del dibattito locale per le condizioni della detenzione e per gli episodi critici registrati negli ultimi mesi.

Secondo le prime informazioni emerse, il detenuto, di nazionalità egiziana, si trovava nel penitenziario teramano da alcuni mesi dopo il trasferimento da Roma. Quando è stato soccorso, per lui non c’era ormai più nulla da fare.

Ipotesi sulle cause del decesso

Tra gli elementi presi in esame dagli investigatori c’è la possibilità che la morte sia collegata all’inalazione del gas contenuto nelle bombolette da campeggio utilizzate dai detenuti per scaldare o preparare il cibo. Si tratta al momento di una pista al vaglio, sulla quale saranno necessari ulteriori accertamenti prima di arrivare a una conclusione definitiva.

Le verifiche sono state avviate per chiarire con precisione quanto accaduto nella cella e per ricostruire le ultime ore di vita del quarantottenne. Ogni elemento raccolto servirà a definire il quadro delle responsabilità e delle cause effettive del decesso.

Autopsia disposta dalla Procura di Teramo

Per fare piena luce sull’accaduto, la Procura della Repubblica di Teramo ha disposto l’esame autoptico. L’autopsia è stata fissata per lunedì 3 agosto alle 15 all’ospedale di Teramo e dovrà chiarire se il decesso sia stato provocato da un’intossicazione o da altre cause di natura sanitaria.

L’esito dell’esame medico-legale sarà decisivo anche per stabilire se vi siano stati fattori esterni oppure un improvviso arresto cardiaco non collegato ad altre sostanze. Fino a quel momento, la ricostruzione resta prudenziale.

Nuovo episodio nel penitenziario teramano

La morte del detenuto rappresenta un nuovo episodio grave per il carcere di Castrogno, struttura che serve un’ampia parte del territorio provinciale e che resta un presidio sensibile anche per i cittadini della costa teramana, compresa l’area di Giulianova. Quanto accaduto nelle ultime ore è destinato ad alimentare ulteriormente l’attenzione istituzionale sulle condizioni interne del penitenziario e sui controlli legati alla sicurezza dei reclusi.

Nelle prossime ore si attendono i risultati dei primi accertamenti e gli sviluppi dell’inchiesta aperta dalla magistratura teramana.