La vertenza in corso alla Polyplast di Castilenti si irrigidisce e approda sul terreno giuridico. Dopo settimane di mobilitazione nello stabilimento del Teramano, la Sia Confsal ha inviato una formale diffida all’azienda contestando il mancato via libera ai permessi sindacali retribuiti richiesti dai rappresentanti della Rsa.

Il passaggio segna un nuovo sviluppo in una vicenda che continua a interessare il mondo del lavoro in provincia di Teramo, con riflessi anche per il dibattito sindacale nel territorio che guarda a Giulianova, alla costa e all’entroterra.

Il nodo dei permessi per l’incontro del 6 agosto

Al centro della contestazione c’è la partecipazione dei componenti della rappresentanza sindacale aziendale a un incontro fissato per il 6 agosto all’Ispettorato territoriale del lavoro di Teramo. Secondo la sigla sindacale, ai delegati devono essere riconosciuti i permessi retribuiti necessari a prendere parte al confronto istituzionale.

Il diniego opposto dall’azienda, sempre secondo quanto sostenuto dalla Sia Confsal, impedirebbe l’esercizio di prerogative previste dalla normativa sul lavoro e sull’attività sindacale in fabbrica. Per questo il sindacato ha deciso di formalizzare la propria posizione attraverso un atto inviato ai legali della società.

Scioperi avanti fino a settembre

La questione dei permessi si inserisce in un quadro già teso. Nello stabilimento di Castilenti la protesta dei lavoratori va avanti da diverse settimane e gli scioperi risultano prorogati fino al 25 settembre. La mobilitazione ruota attorno a più temi: organizzazione del lavoro, gestione degli straordinari, buoni pasto e qualità delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda.

Si tratta quindi di un confronto che non riguarda un solo episodio, ma un rapporto complessivo tra impresa e rappresentanza dei lavoratori. Il tavolo convocato a Teramo viene considerato dal sindacato un passaggio importante proprio per tentare di affrontare l’intera vertenza in una sede ufficiale.

La posizione della Sia Confsal

A rendere nota l’iniziativa è stato il segretario regionale della Sia Confsal, Alessandro Azzola. La diffida è stata trasmessa tramite l’avvocato Rossella Capriotti. Nella contestazione si richiama lo Statuto dei lavoratori e, in particolare, la tutela contro i comportamenti ritenuti antisindacali.

Il sindacato sostiene inoltre di essere pienamente legittimato a esercitare i diritti previsti dalla legge e dalla contrattazione nazionale. Tra gli elementi richiamati c’è anche il fatto che la sigla risulta firmataria del contratto collettivo nazionale del comparto gomma-plastica, oltre che di altri accordi nazionali in diversi settori produttivi. Un aspetto che, nella ricostruzione della Sia Confsal, rafforzerebbe il diritto a utilizzare tutti gli strumenti sindacali previsti, inclusi i permessi retribuiti per i rappresentanti aziendali.

Possibile ricorso se non arriverà un ripensamento

Con l’atto inviato alla società, il sindacato chiede che venga ritirato il diniego comunicato il 30 luglio e che siano concessi senza ulteriori rinvii i permessi necessari per partecipare all’appuntamento davanti all’Ispettorato del lavoro di Teramo.

In assenza di una diversa decisione da parte dell’azienda, la Sia Confsal ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi alle sedi competenti per la tutela dei diritti sindacali e dei lavoratori coinvolti nella vertenza. Resta ora da capire se, prima dell’incontro del 6 agosto, sarà possibile riaprire uno spazio di confronto utile ad abbassare la tensione in una delle crisi aziendali più seguite in questi giorni nel Teramano.

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