Ultimi giorni in provincia di Teramo per il prefetto Fabrizio Stelo, che da lunedì assumerà il nuovo incarico ad Arezzo. Nel congedarsi dal territorio teramano, il rappresentante del Governo ha tracciato un bilancio dei tre anni trascorsi tra emergenze, attività istituzionale e lavoro sul fronte della sicurezza, soffermandosi anche su alcuni passaggi che hanno riguardato da vicino Giulianova e altri centri della costa e dell’entroterra.

Il passaggio di consegne in Prefettura

Stelo resterà in carica fino a domenica, poi il suo posto sarà affidato a Beatrice Agata Mariano, in arrivo dalla Prefettura di Bergamo. Nel salutare amministratori, forze dell’ordine, personale degli uffici e cittadini, il prefetto uscente ha descritto l’esperienza nel Teramano come un periodo intenso sia dal punto di vista amministrativo sia sul piano umano, sottolineando il legame costruito con una provincia che ha detto di lasciare con partecipazione e riconoscenza.

Sicurezza, prevenzione e controlli sul territorio

Tra i temi centrali del suo intervento c’è stato quello dell’ordine pubblico. Secondo Stelo, la provincia di Teramo resta un’area complessivamente presidiata, nella quale il lavoro coordinato di polizia, carabinieri, guardia di finanza e altre strutture di controllo ha consentito di contenere i fenomeni criminali e di rafforzare la capacità di risposta dello Stato.

Nel ragionamento del prefetto, un peso importante è stato attribuito alla prevenzione: pattugliamenti più frequenti, attenzione alle situazioni di rischio e sviluppo dei sistemi di videosorveglianza nei comuni del territorio. Un percorso che ha interessato anche diversi centri della costa teramana, dove il controllo degli spazi pubblici e delle aree più sensibili viene considerato uno strumento utile sia per scoraggiare i reati sia per agevolare le indagini.

Stelo ha rimarcato inoltre il valore dell’attività investigativa, evidenziando come l’individuazione dei responsabili di molti episodi sia resa oggi più efficace dall’integrazione tra professionalità delle forze dell’ordine e supporto delle telecamere. Un messaggio rivolto anche ai cittadini: la presenza dello Stato, ha lasciato intendere, passa non solo dai controlli visibili ma anche dalla capacità di accertare i fatti e risalire agli autori dei reati.

I momenti più delicati vissuti nel Teramano

Nel ripercorrere il suo mandato, il prefetto ha richiamato alcuni dei passaggi più complessi affrontati negli ultimi anni. Fra questi ha citato il periodo tra settembre e ottobre di due anni fa, segnato dalla gestione simultanea di più situazioni critiche. In quell’elenco figurano anche vicende che hanno coinvolto Giulianova, come lo sgombero dell’area del campetto in viale dello Splendore, insieme alle ricerche di Giorgio Lanciotti, all’incendio alla Kemipol di Pineto e al sequestro del Convitto Delfico.

Si tratta di episodi diversi tra loro, ma accomunati dalla necessità di mettere in campo una risposta rapida e coordinata tra Prefettura, forze dell’ordine, amministrazioni locali e strutture tecniche. Un aspetto che Stelo ha voluto ricordare come uno degli elementi più significativi del lavoro svolto nel Teramano.

Il recupero della sede storica e il saluto al territorio

Nel suo bilancio non è mancato un riferimento alla storica sede della Prefettura di Teramo in corso San Giorgio. Stelo ha indicato l’avvio del percorso di recupero dell’edificio come uno dei risultati più importanti del suo periodo alla guida dell’ufficio territoriale del Governo, riconoscendo il ruolo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione ma ricordando anche il sostegno dato all’intervento affinché il progetto potesse partire.

L’auspicio espresso in chiusura è quello di poter tornare in futuro a Teramo per vedere conclusi i lavori e gli uffici nuovamente operativi nella loro collocazione originaria. Prima del trasferimento ad Arezzo, il prefetto ha rivolto un ringraziamento al personale della Prefettura, ai sindaci della provincia e a tutte le forze impegnate quotidianamente sul territorio, definendo il lavoro di squadra decisivo per affrontare le criticità emerse in questi anni.

Nel suo saluto finale, Stelo ha parlato della provincia di Teramo come di un’area con grandi potenzialità ancora da esprimere pienamente, ribadendo di aver cercato di servire il territorio con il massimo impegno fino alla conclusione del mandato.

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