È previsto per il 3 agosto, nel primo pomeriggio, l’arrivo al porto di Ortona della Life Support, l’unità di ricerca e salvataggio impegnata nel Mediterraneo centrale. A bordo si trovano 28 persone recuperate in mare nelle acque internazionali dell’area Sar maltese, dopo un intervento effettuato nelle scorse ore.
La notizia interessa anche il territorio abruzzese e la costa teramana, considerando il ruolo dello scalo adriatico di Ortona come punto di approdo assegnato per le operazioni di sbarco e prima accoglienza. Secondo quanto comunicato, l’approdo dovrebbe avvenire intorno alle 15.
Il soccorso in mare e le condizioni dei naufraghi
Le persone tratte in salvo viaggiavano su un gommone in difficoltà, descritto come parzialmente sgonfio e con un numero di occupanti superiore alle condizioni di sicurezza. Tutti i naufraghi soccorsi sono uomini; tra loro ci sono anche 4 minori non accompagnati.
L’equipaggio ha riferito di aver raggiunto l’imbarcazione dopo diverse segnalazioni e di aver trovato a bordo persone esauste, senza giubbotti di salvataggio e in mare da circa due giorni. Dopo il recupero, sulla nave sono stati distribuiti acqua, cibo, beni essenziali e assistenza sanitaria, con supporto garantito durante tutta la navigazione verso la costa abruzzese.
Assegnato il porto abruzzese
Dopo il salvataggio sono state informate le autorità competenti, che hanno indicato Ortona come porto sicuro per lo sbarco. La nave sta quindi completando una traversata di alcuni giorni per raggiungere l’Adriatico, con un percorso lungo centinaia di miglia nautiche dal punto in cui è stato effettuato l’intervento.
L’arrivo nel porto abruzzese richiederà ora il coordinamento delle procedure di accoglienza e dei controlli previsti all’approdo. Si tratta di operazioni che, quando coinvolgono uno scalo regionale, vengono seguite con attenzione anche dalle comunità delle province vicine, compresa quella di Teramo.
Le provenienze delle persone salvate
I 28 migranti provengono, secondo le informazioni rese note, da Somalia, Sudan, Sud Sudan e Pakistan. Si tratta di aree segnate da guerre, forte instabilità politica, crisi economiche e situazioni umanitarie complesse, elementi che continuano ad alimentare le partenze lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
La presenza di minori non accompagnati rende ancora più delicata la gestione successiva allo sbarco, sia sotto il profilo sanitario sia per gli adempimenti di tutela previsti dalla normativa.
La missione nel Mediterraneo centrale
La Life Support è attualmente impegnata nella sua 44esima missione operativa nel Mediterraneo centrale. Dall’avvio delle attività, nel dicembre 2022, la nave ha soccorso complessivamente 3.538 persone.
Nel corso di questa missione, è stato inoltre segnalato dall’organizzazione il frequente avvistamento di mezzi libici nell’area delle operazioni, in alcuni casi armati, con interferenze che avrebbero reso più difficile l’attività di monitoraggio e soccorso nelle zone internazionali pattugliate.
L’attenzione, ora, è concentrata sull’arrivo a Ortona del 3 agosto, un approdo che riporta l’Abruzzo e il suo sistema portuale al centro delle operazioni legate ai soccorsi nel Mediterraneo.


