Nel pieno dell’estate torna sulle località della costa abruzzese una campagna sindacale dedicata a chi lavora in alberghi, stabilimenti, ristoranti e attività legate all’accoglienza. L’iniziativa, promossa dalla Filcams Cgil di Pescara, punta ad avvicinare lavoratrici e lavoratori del comparto turistico con materiale informativo e momenti di confronto direttamente sul litorale, in giorni segnati dal massimo afflusso di visitatori.

Il tema tocca da vicino anche il territorio teramano, da Giulianova a Tortoreto, fino ad Alba Adriatica e Roseto degli Abruzzi, dove l’economia estiva si regge in larga parte sull’occupazione stagionale. Al centro della mobilitazione ci sono salari, orari, tipologie contrattuali e rispetto delle tutele previste dai contratti nazionali del settore.

Una campagna itinerante nel momento più intenso della stagione

La nuova edizione dell’iniziativa è partita sul lungomare sud di Pescara con una conferenza stampa di apertura. Si tratta del quinto anno consecutivo di presenza tra spiagge e aree turistiche, con l’obiettivo di far arrivare informazioni pratiche sia agli addetti del settore sia ai turisti, richiamando l’attenzione sulle condizioni di chi rende possibile servizi e accoglienza durante l’estate.

Dopo il primo appuntamento sul litorale pescarese, la campagna prosegue in altre zone della costa. Il messaggio scelto dalla Filcams insiste sul ruolo centrale del lavoro nel sistema turistico, in una fase in cui le presenze risultano in aumento ma, secondo il sindacato, questo non si traduce automaticamente in un miglioramento delle condizioni occupazionali.

I numeri indicati dal sindacato

Nel corso della presentazione, il segretario generale della Filcams Cgil Pescara Davide Urbano ha richiamato alcuni dati che descrivono un comparto ancora fortemente segnato dalla precarietà. Tra gli elementi evidenziati ci sono l’ampia diffusione del part-time, la concentrazione di gran parte degli addetti nei livelli più bassi del contratto collettivo e una quota ridotta di rapporti di lavoro stabili.

Il sindacato segnala inoltre redditi spesso contenuti, tali da collocare una parte consistente dei lavoratori del turismo sotto soglie economiche considerate critiche. Una situazione che, secondo la Filcams, riguarda non soltanto le strutture ricettive ma l’intera filiera dell’ospitalità, comprese le attività connesse alla balneazione e alla ristorazione stagionale.

Irregolarità e contratti non coerenti con il lavoro svolto

Tra i punti più delicati affrontati nella campagna c’è quello dei controlli sul rispetto della normativa. Viene richiamato il dato delle verifiche dell’Ispettorato territoriale del lavoro, che avrebbe rilevato un livello molto alto di irregolarità. Nel mirino, in particolare, le situazioni in cui il contratto formalmente part-time non corrisponde al numero effettivo di ore lavorate.

Secondo quanto illustrato, in diversi casi si registrerebbero prestazioni settimanali ben superiori a quelle indicate nei documenti, con ricadute su riposi, ferie, trattamento di fine rapporto e contribuzione. Per i lavoratori stagionali questo può tradursi anche nella difficoltà di maturare i requisiti minimi necessari per accedere agli ammortizzatori sociali previsti alla fine del periodo di impiego.

Le richieste alle istituzioni e alle categorie datoriali

La Filcams chiede l’apertura di un confronto stabile con istituzioni e rappresentanze delle imprese, per affrontare in modo continuativo il tema della qualità del lavoro nel turismo. Tra le richieste c’è anche un’azione di contrasto ai cosiddetti contratti pirata, cioè accordi sottoscritti da soggetti ritenuti non realmente rappresentativi e considerati meno garantisti rispetto ai contratti di riferimento.

Un altro passaggio riguarda le concessioni balneari. Il sindacato propone criteri più stringenti nei bandi comunali, con l’inserimento di clausole sociali, l’applicazione dei contratti collettivi maggiormente tutelanti e la possibilità di far decadere la concessione in presenza di violazioni in materia di lavoro.

Il tema, pur partendo da Pescara, interessa anche la costa teramana, dove il turismo resta uno dei motori economici principali e dove il dibattito sulle condizioni degli addetti stagionali riguarda da vicino imprese, amministrazioni e famiglie. La qualità dell’offerta turistica, sostiene il sindacato, passa anche dalla qualità dell’occupazione.

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