Contratti brevi, occupazione frammentata e retribuzioni che restano sotto la media italiana: è questo il quadro tracciato da un’analisi sindacale che fotografa il mercato del lavoro abruzzese attraverso i più recenti dati nazionali su occupazione e controlli ispettivi. Un tema che interessa da vicino anche la provincia di Teramo, da Giulianova alla costa teramana, dove il lavoro stagionale e discontinuo pesa in modo significativo su molte famiglie.

Lo studio è stato elaborato dal Servizio Uil Lavoro, Coesione e Territorio insieme a Uil Abruzzo, utilizzando come base il venticinquesimo rapporto annuale Inps e il rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro riferito ai dati 2025 e 2026. Ne emerge una realtà segnata da instabilità diffusa, con una forte incidenza di rapporti a termine e forme di part-time non scelte liberamente dai lavoratori.

Stipendi bassi e continuità lavorativa fragile

Tra gli aspetti più critici indicati nell’analisi c’è il livello delle retribuzioni, considerato ancora troppo distante dai valori medi registrati nel resto del Paese. Alla questione salariale si aggiunge quella della continuità occupazionale: molte posizioni lavorative non garantiscono stabilità nel corso dell’anno e si concentrano in periodi limitati, con ricadute dirette sulla capacità di spesa delle famiglie e sulla tenuta sociale dei territori.

Nel Teramano, dove turismo, servizi e comparti stagionali hanno un peso rilevante, queste dinamiche risultano particolarmente sensibili. Località come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica vivono infatti una parte importante dell’occupazione legata ai picchi di stagione, con effetti evidenti sulla qualità e sulla durata dei contratti.

Il fenomeno del part-time involontario

Un altro elemento evidenziato riguarda il part-time involontario, cioè quelle situazioni in cui il lavoratore accetta un orario ridotto non per scelta, ma per assenza di alternative. Si tratta di una condizione che limita il reddito disponibile e rende più difficile costruire un percorso professionale stabile. La lettura dei dati proposta dalla Uil sottolinea come questa tipologia contrattuale sia spesso collegata a settori già esposti a maggiore fragilità.

Accanto a questo, l’analisi richiama l’attenzione sulla discontinuità dei percorsi lavorativi, con occupati che alternano periodi di impiego, inattività o formule molto brevi. Un elemento che, oltre a incidere sulla busta paga, pesa anche sui futuri diritti previdenziali.

I lavoratori irregolari sotto la lente

Nel report trova spazio anche il tema del lavoro non regolare. I dati presi in esame includono infatti le risultanze dell’Ispettorato nazionale del lavoro e segnalano la presenza di lavoratori fantasma, cioè persone impiegate senza una regolare registrazione del rapporto. Un fenomeno che altera la concorrenza tra imprese, espone i dipendenti a minori tutele e produce effetti negativi sull’intero sistema economico.

Per un territorio come quello teramano, dove piccole imprese, attività stagionali e servizi diffusi rappresentano una parte importante dell’economia reale, il contrasto all’irregolarità viene indicato come un passaggio decisivo non solo sul piano dei diritti, ma anche su quello della qualità del lavoro.

Un tema che riguarda anche il territorio teramano

L’analisi propone quindi una riflessione che va oltre i numeri regionali e tocca direttamente le aree locali. Anche a Giulianova e nei comuni vicini il tema dell’occupazione resta centrale: salari contenuti, contratti temporanei e lavoro discontinuo incidono sulla possibilità per giovani e famiglie di programmare il futuro. Il quadro emerso dai dati Inps e dalle verifiche ispettive restituisce un’Abruzzo in cui il lavoro c’è, ma troppo spesso non assicura stabilità economica e prospettive solide.

Il report sindacale riaccende così l’attenzione su una questione che, soprattutto nei territori costieri e turistici della provincia di Teramo, continua ad avere un impatto concreto sulla vita quotidiana di lavoratori e imprese.

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