Si riapre a Teramo il confronto sulla biblioteca Delfico, al centro di una presa di posizione della Cgil che chiede all’amministrazione comunale di dare seguito agli impegni assunti nel percorso di valorizzazione della struttura. Il nodo riguarda in particolare il personale impiegato nel progetto e la riduzione delle ore di lavoro scattata nelle scorse settimane.
La questione, che interessa da vicino uno dei principali presidi culturali del capoluogo e quindi anche il territorio provinciale, è stata illustrata dal sindacato nel corso di un incontro con la stampa. Secondo quanto riferito, fino alla fine di maggio il servizio veniva garantito con un totale di 72 ore settimanali, mentre dall’inizio di giugno il monte ore complessivo sarebbe stato portato a 36.
Riduzione delle ore e timori sui servizi
Per la Cgil il dimezzamento dell’orario rischia di avere effetti concreti sul funzionamento della biblioteca e sulla qualità delle prestazioni offerte agli utenti. Il sindacato sostiene che il percorso avviato per rilanciare la Delfico possa subire un rallentamento proprio in una fase considerata delicata per la promozione culturale della città.
Tra i punti evidenziati c’è anche la possibile ricaduta sulla fruibilità dei servizi da parte della cittadinanza, in un contesto in cui biblioteche e spazi di consultazione rappresentano un riferimento non solo per Teramo, ma anche per studenti, famiglie e utenti provenienti da diversi centri della provincia, compresa l’area costiera.
La richiesta di rispettare l’accordo
La sigla sindacale torna quindi a sollecitare il pieno rispetto dell’accordo di valorizzazione già sottoscritto, chiedendo il ripristino delle condizioni iniziali per i contratti del personale coinvolto. Il tema, viene sottolineato, non riguarda soltanto l’aspetto occupazionale ma anche la continuità di un progetto culturale ritenuto strategico.
Secondo la Cgil, il lavoro svolto negli ultimi mesi all’interno della biblioteca ha contribuito in modo sostanziale al percorso di crescita della struttura. Da qui la richiesta al Comune di garantire stabilità organizzativa e di evitare scelte che possano indebolire il servizio.
Le difficoltà dei lavoratori
Nella ricostruzione fornita dal sindacato emerge anche una situazione economica pesante per i dipendenti interessati dalla riduzione oraria. Durante la conferenza stampa è stato spiegato che alcuni compensi sarebbero scesi a cifre molto basse, comprese tra 75 e 90 euro in busta paga, con inevitabili conseguenze sul piano personale e lavorativo.
La Cgil riferisce di aver già avviato un’interlocuzione con il Comune di Teramo per chiedere una revisione della situazione e il ritorno alle condizioni precedenti. L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare insieme i posti di lavoro e la piena operatività della biblioteca.
Il tema si intreccia con la candidatura culturale di Teramo
La vicenda assume un rilievo ancora maggiore perché si colloca nello stesso periodo in cui Teramo guarda alla candidatura a Capitale italiana del Libro. Proprio questo passaggio, secondo il sindacato, renderebbe ancora più contraddittoria la riduzione delle risorse umane impiegate in un luogo simbolo della vita culturale cittadina.
Il caso della Delfico si inserisce così in un dibattito più ampio sul ruolo degli istituti culturali pubblici e sugli investimenti necessari a sostenerli. Un tema che interessa anche il territorio di Giulianova e dell’intera provincia, dove la tenuta dei servizi culturali resta un elemento importante per la qualità della vita e per l’attrattività dei centri urbani.

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