Ai Prati di Tivo si lavora per rimettere in funzione la cabinovia della Madonnina e recuperare almeno una parte della stagione estiva sul versante teramano del Gran Sasso. Dopo il nuovo affidamento della gestione, sono partiti gli accertamenti tecnici necessari a definire tempi e interventi su uno degli impianti più importanti per il turismo montano della provincia di Teramo.

L’obiettivo indicato dai soggetti coinvolti è arrivare alla riapertura nel corso di agosto, anche se al momento non è stata ancora comunicata una data precisa. Prima di un eventuale ritorno in esercizio, la cabinovia dovrà infatti superare una serie di passaggi obbligati, sia sul piano tecnico sia su quello amministrativo.

Manutenzione e revisione obbligatoria

Le operazioni avviate in questi giorni riguardano la verifica dello stato dell’impianto in vista dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. A questo si aggiunge la revisione quinquennale, indispensabile per poter procedere alla riapertura. Si tratta quindi di un percorso complesso, che richiede controlli accurati e il rispetto delle prescrizioni previste.

La Provincia di Teramo, proprietaria della cabinovia, ha messo a disposizione oltre un milione di euro per gli interventi necessari. A questa somma vanno poi aggiunte le risorse che serviranno per affrontare i danni provocati dalla valanga che nei mesi scorsi ha colpito l’area, aggravando una situazione già delicata per la stazione montana.

Gestione affidata fino a novembre

Il quadro si è sbloccato con l’intesa raggiunta tra la Gran Sasso Teramano in liquidazione e l’amministrazione provinciale, che ha consentito di assegnare nuovamente la gestione a Marco Finori fino al 15 novembre. Il canone previsto è di 20mila euro.

Nell’accordo rientra anche la rinuncia da parte del gestore a un giudizio d’appello e a un decreto ingiuntivo da 300mila euro nei confronti della stessa Gst. Resta invece aperta un’altra partita economica, legata a un secondo decreto da 200mila euro.

Il via libera sui terreni e le criticità ancora aperte

Tra i passaggi che hanno consentito di andare avanti figura anche l’assenso dell’Asbuc di Pietracamela, che si è espressa favorevolmente rispetto al rilascio della concessione per l’utilizzo delle aree su cui si trova l’impianto. Un elemento considerato decisivo per permettere la prosecuzione dell’iter.

Restano comunque diversi nodi da sciogliere. Le difficoltà non riguardano soltanto l’aspetto tecnico, ma anche quello burocratico, in un contesto reso più complesso dai danni subiti dopo l’evento valanghivo. Per questo motivo i tempi restano stretti e il margine per salvare il mese di agosto è ridotto.

Una partita importante per il turismo teramano

La possibile riapertura della cabinovia viene seguita con particolare attenzione anche lungo la costa teramana e nell’entroterra, da Giulianova a tutto il comprensorio provinciale, perché il rilancio dei Prati di Tivo è considerato strategico per l’economia turistica del territorio. La stazione rappresenta infatti uno dei principali poli montani dell’Abruzzo e un punto di richiamo per escursionisti, famiglie e visitatori.

In questa fase, tecnici, gestore ed enti istituzionali stanno cercando di accelerare ogni adempimento per rendere nuovamente accessibile l’impianto nel più breve tempo possibile. La riapertura ad agosto resta quindi un traguardo possibile, ma subordinato all’esito delle verifiche e al completamento dei lavori richiesti.

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