Nuovo passaggio istituzionale per la Riserva naturale regionale del Borsacchio, tema particolarmente sentito anche sulla costa teramana. Con l’entrata in vigore della legge regionale numero 13 del 3 luglio 2026, vengono ripristinate le misure di salvaguardia sull’intero perimetro originario dell’area protetta, in attesa che si concluda l’iter di riperimetrazione.
La decisione è stata accolta positivamente dalla Conferenza Provinciale per l’Ambiente di Teramo, che la considera un intervento utile a ristabilire un quadro di tutela più ampio per uno dei tratti naturalistici più delicati del litorale abruzzese. La vicenda riguarda da vicino il territorio di Roseto degli Abruzzi, ma interessa l’intera fascia costiera provinciale, da Giulianova alle altre località del comprensorio.
Il ritorno alle salvaguardie originarie
Il provvedimento regionale riattiva le norme di protezione riferite al perimetro storico della riserva. Si tratta di una misura transitoria, destinata a restare valida fino al completamento del procedimento amministrativo che dovrà definire in modo conclusivo i confini dell’area protetta.
In sostanza, la Regione ha scelto di riportare in vigore le tutele precedenti per evitare vuoti normativi durante questa fase di ridefinizione. Un passaggio che, secondo gli organismi ambientali del territorio, consente di garantire continuità alla protezione di un’area considerata strategica sotto il profilo paesaggistico ed ecologico.
La posizione della Conferenza Provinciale per l’Ambiente
Dalla Conferenza Provinciale per l’Ambiente di Teramo arriva una valutazione favorevole del percorso che ha portato all’approvazione della norma. L’organismo sottolinea come il risultato sia maturato attraverso un confronto tra istituzioni, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa su una questione che negli ultimi mesi aveva acceso il dibattito pubblico.
Per la Conferenza, il ripristino delle salvaguardie rappresenta un segnale importante per la gestione futura del Borsacchio e per la tenuta complessiva del sistema delle aree protette nel Teramano. Il riferimento è non solo al valore ambientale del sito, ma anche alla necessità di conciliare pianificazione, controlli e tutela del territorio.
Un tema che riguarda anche la costa teramana
La riserva del Borsacchio resta uno dei punti più discussi quando si parla di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo lungo la costa. Per questo la novità viene osservata con attenzione anche fuori da Roseto, in centri vicini come Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Pineto, dove i temi della difesa del paesaggio e della gestione del litorale sono da tempo al centro del confronto locale.
Il ritorno alle regole di salvaguardia sull’area originaria viene letto come un passaggio che potrebbe incidere sulle future scelte di pianificazione e sulla definizione degli interventi consentiti all’interno del perimetro protetto, almeno fino alla conclusione della procedura di riperimetrazione.
I prossimi passaggi amministrativi
Il nodo ora si sposta sull’iter tecnico e amministrativo che dovrà portare alla definizione finale dei confini della riserva. Fino a quel momento, il quadro normativo torna dunque a fare riferimento all’estensione originaria del Borsacchio.
Per il territorio teramano si apre quindi una nuova fase, nella quale l’attenzione sarà rivolta agli sviluppi della riperimetrazione e alle eventuali decisioni che riguarderanno la gestione dell’area. Intanto, l’approvazione della legge regionale segna un punto fermo: le tutele ambientali sull’intero assetto storico della riserva tornano operative.

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