Resta senza una data certa il pagamento delle retribuzioni arretrate ai lavoratori delle cooperative impegnate nei servizi dell’Asp1 di Teramo. Il confronto svolto nella casa di riposo De Benedictis tra organizzazioni sindacali e Regione Abruzzo non ha infatti portato, al momento, a un’indicazione concreta sui tempi di accredito degli stipendi, attesi da maggio da parte di numerosi addetti.
Alla riunione hanno preso parte anche lavoratrici e lavoratori delle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000, coinvolti nella vertenza che interessa l’Azienda pubblica di servizi alla persona attiva nelle strutture per anziani di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto. Una situazione seguita con attenzione anche nel Teramano, vista la rilevanza dei servizi socio-assistenziali erogati sul territorio a favore di utenti fragili.
La posizione dei sindacati dopo il confronto
Al termine dell’incontro, le sigle sindacali hanno evidenziato come il nodo principale resti ancora irrisolto: non c’è, allo stato attuale, un giorno fissato per il versamento delle mensilità mancanti. I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre annunciato che l’assessore regionale Roberto Santangelo si sarebbe impegnato ad aprire un’interlocuzione con la Prefettura di Teramo già nei prossimi giorni.
I sindacati hanno ribadito forti critiche nei confronti delle cooperative, sottolineando però anche l’assenza di misure immediate capaci di dare sollievo alle famiglie coinvolte e di affrontare in modo strutturale la crisi. Nella loro valutazione, il peso maggiore continua a ricadere su chi ogni giorno garantisce assistenza all’interno delle residenze, pur senza percepire regolarmente il proprio salario.
Il ruolo della Regione Abruzzo nella vicenda
Dalla Regione viene ricordato che le Asp sono enti pubblici dotati di autonomia gestionale, patrimoniale e finanziaria, pur rientrando tra gli organismi vigilati dall’ente regionale. Proprio per questo, spiegano dagli uffici regionali, il Dipartimento Politiche sociali starebbe monitorando da tempo il caso dell’Asp1, avviando interlocuzioni con l’azienda, con la Prefettura e con gli uffici competenti per verificare i passaggi necessari a individuare una soluzione.
All’incontro, oltre all’assessore Santangelo, era presente anche la dirigente del Servizio Programmazione sociale Romina Ciaffi. La Regione ha ricostruito alcuni degli snodi amministrativi della vicenda, spiegando che solo il 18 giugno è arrivato l’atto notarile relativo alla cessione del credito. L’Asp1 avrebbe motivato tale operazione con la necessità di reperire risorse per il pagamento di fornitori e cooperative, così da assicurare gli stipendi del personale indispensabile alla continuità dei servizi.
Il blocco dei pagamenti e i passaggi ancora aperti
Tra gli elementi che hanno complicato il quadro c’è anche un atto di pignoramento presso terzi notificato dalla cooperativa Polis. In base a quanto riferito, questo passaggio avrebbe spinto la tesoreria a sospendere in via cautelativa i pagamenti, congelando il conto. Contro il provvedimento è stata presentata opposizione, con udienza fissata per il 7 luglio.
La Regione ha inoltre fatto sapere di essersi attivata, insieme all’Avvocatura regionale e agli uffici del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per valutare la legittimità del credito oggetto della cessione. Un esame ritenuto necessario per assumere decisioni coerenti con il quadro normativo e con le competenze dell’ente.
Prossime tappe della vertenza
L’assessore Santangelo ha confermato l’intenzione di proseguire il confronto con lavoratori e sindacati anche nei prossimi giorni, indicando in un nuovo appuntamento previsto per martedì il passaggio successivo della vertenza. Nel frattempo è stato richiesto un incontro urgente al prefetto di Teramo, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente le cooperative sul tema del pagamento delle retribuzioni.
La vicenda continua quindi a restare aperta e ad avere un impatto concreto su decine di famiglie del territorio teramano. Al centro della discussione ci sono non solo i diritti dei dipendenti, ma anche la tenuta di servizi essenziali rivolti ad anziani e persone in condizioni di fragilità, un aspetto che interessa da vicino l’intera rete socio-assistenziale della provincia.

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