Una sentenza del Tar Abruzzo riapre con forza il percorso per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina, tema che interessa l’intero equilibrio ambientale della regione e seguito con attenzione anche lungo la costa teramana, dove il dibattito sulla tutela del litorale resta centrale. A rilanciare il quadro è stato il WWF Italia, che a Chieti ha fatto il punto sugli effetti della decisione dei giudici amministrativi e sui prossimi passaggi che attendono Ministero e istituzioni coinvolte.
Novanta giorni per dare seguito alla legge
Il provvedimento del Tar, depositato il 22 giugno 2026, dispone che il Ministero dell’Ambiente proceda entro 90 giorni agli atti necessari per arrivare alla costituzione dell’area protetta nazionale. La sentenza è esecutiva e, secondo quanto reso noto dall’associazione ambientalista, è già stata notificata alla Presidenza del Consiglio, al Ministero competente e alla Regione Abruzzo.
Il tribunale ha inoltre previsto un possibile passaggio ulteriore in caso di inerzia: se l’amministrazione non dovesse rispettare il termine fissato, potrà essere nominato un commissario ad acta per sostituirsi agli uffici inadempienti. Si tratta di un punto che segna una svolta in una vicenda avviata da molti anni e rimasta a lungo senza conclusione.
Il nodo del perimetro e i rilievi alla Regione
Nel corso dell’incontro pubblico è stato ricordato che il parco era stato previsto già da una legge del 2001. Secondo il WWF, la decisione del Tar mette fine a una fase di stallo amministrativo durata decenni. I giudici, sempre secondo quanto illustrato nella conferenza stampa, avrebbero anche censurato l’atteggiamento tenuto dalla Regione Abruzzo, ritenuto dilatorio in una fase in cui il procedimento giudiziario era già aperto.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la perimetrazione della futura area protetta. Dopo il blocco della proposta elaborata nel 2015 dal commissario straordinario nominato dalla Presidenza del Consiglio, il riferimento da prendere in considerazione sarebbe ora quello indicato da Ispra dopo la riattivazione dell’iter nel dicembre 2022. Un perimetro che, stando ai dati diffusi, coinvolgerebbe 19 comuni per 11.591 ettari, quindi un’estensione superiore a quella ipotizzata in precedenza.
La richiesta di misure immediate di salvaguardia
Accanto alla questione dei tempi, il WWF ha acceso l’attenzione sulla tutela concreta delle aree che potrebbero rientrare nel parco. L’associazione teme che, in assenza di interventi rapidi, possano verificarsi trasformazioni o attività in grado di alterare ecosistemi destinati a essere protetti.
Per questo il 1° luglio è stata inviata una diffida al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con la richiesta di applicare con urgenza le misure di salvaguardia previste dalla normativa nazionale sulle aree protette. Tra le azioni sollecitate c’è anche l’eventuale sospensione di attività in corso ritenute incompatibili con la conservazione del territorio.
La comunicazione è stata trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio, alla Regione Abruzzo, ai sindaci dei 19 comuni interessati e al comando regionale Abruzzo e Molise dell’Arma dei Carabinieri, affinché siano attivati i controlli necessari e, se del caso, siano segnalate eventuali violazioni alle autorità competenti.
Un passaggio che pesa sul futuro ambientale dell’Abruzzo
La vicenda supera i confini dell’area chietina e tocca un tema più ampio, quello della pianificazione ambientale sulla fascia adriatica abruzzese. Anche per realtà come Giulianova e il resto della costa teramana, dove il rapporto tra sviluppo, turismo e difesa del paesaggio è costantemente al centro del confronto pubblico, la pronuncia del Tar rappresenta un precedente di rilievo.
Secondo quanto emerso a Chieti, il punto decisivo non sarebbe più la raccolta di nuovi elementi tecnici, ma l’assunzione di una decisione definitiva da parte delle amministrazioni coinvolte. Dopo anni di rinvii, il procedimento entra così in una fase in cui il rispetto delle scadenze diventa l’elemento centrale. Le prossime settimane serviranno a capire se il Ministero si muoverà entro i termini stabiliti dal tribunale e se il percorso verso il Parco nazionale della Costa Teatina arriverà finalmente a compimento.
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