Un nuovo caso ambientale arriva dall’area montana del Teramano e richiama l’attenzione anche sul delicato equilibrio idrico che interessa l’intero territorio provinciale. A Cortino, nel cuore dei Monti della Laga, due associazioni ambientaliste hanno chiesto accertamenti sulle captazioni legate agli impianti idroelettrici, segnalando una forte riduzione della presenza d’acqua in alcuni corsi montani compresi nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Secondo quanto riferito da Forum H2O e Forum Ambientalista, durante un sopralluogo recente sarebbero state riscontrate situazioni considerate critiche in corrispondenza di tre opere di presa. Le segnalazioni riguardano in particolare la zona delle Crepacce, dove la cascata sarebbe risultata asciutta, e i tratti che alimentano le cascate della Cavata Bassa e di Gruette, dove a valle la portata apparirebbe molto più bassa del normale.
La segnalazione alle autorità competenti
Le due associazioni hanno presentato un esposto a diversi enti chiedendo verifiche sul rispetto del cosiddetto deflusso ecologico, cioè la quantità d’acqua che deve restare nell’alveo per garantire la conservazione dell’ecosistema fluviale. La richiesta è stata indirizzata ai Carabinieri Forestali, al Ministero dell’Ambiente, all’Ente Parco, alla Soprintendenza e alla Regione Abruzzo.
Nella stessa iniziativa è stato depositato anche un accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa al controllo delle portate, ai rilasci idrici e ai sistemi di misurazione utilizzati nelle captazioni, con riferimento al periodo che va dal 2024 a oggi.
I torrenti della Laga e il nodo del deflusso minimo
Al centro della vicenda c’è il funzionamento delle derivazioni idroelettriche che, secondo gli ambientalisti, sottrarrebbero acqua a rii e torrenti convogliandola per chilometri verso il lago di Campotosto, con successivo trasferimento in bacini diversi da quello del Tordino. Un tema che tocca da vicino l’assetto naturale dell’alta valle e più in generale il sistema delle risorse idriche della provincia di Teramo.
Le associazioni ricordano che la produzione di energia da fonte idroelettrica rappresenta un’attività importante, ma sostengono che non possa prescindere dal rispetto delle regole ambientali, soprattutto all’interno di un’area protetta e in un sito inserito nella rete Natura 2000. Il mantenimento di una portata adeguata nei corsi d’acqua viene ritenuto essenziale per la sopravvivenza di habitat e specie di pregio.
Le misure previste e i controlli richiesti
Nel dossier presentato agli enti viene richiamato anche il quadro delle misure di conservazione già adottate negli anni scorsi. In particolare, gli ambientalisti evidenziano che nel 2018 l’Ente Parco aveva indicato un rafforzamento delle tutele sul rilascio dell’acqua, intervenendo su criteri già fissati in precedenza dalla Regione Abruzzo per il deflusso minimo vitale.
Proprio su questo punto le associazioni chiedono ora di verificare se le opere di captazione presenti nel territorio di Cortino stiano operando nel pieno rispetto delle prescrizioni vigenti. L’obiettivo dichiarato è quello di chiarire se la situazione osservata nei torrenti della Laga sia compatibile con le autorizzazioni esistenti e con gli obblighi di salvaguardia ambientale.
Un tema che riguarda l’intero Teramano
La questione, pur localizzata nell’area interna della provincia, interessa anche il resto del Teramano, da Giulianova alla costa, perché richiama il rapporto tra produzione energetica, tutela del paesaggio e difesa delle risorse naturali. I corsi d’acqua che nascono nell’entroterra montano rappresentano infatti una componente strategica dell’equilibrio ambientale provinciale.
Ora si attendono le verifiche degli enti chiamati in causa e gli eventuali riscontri tecnici sulla quantità d’acqua effettivamente lasciata nei torrenti. Gli esiti degli accertamenti saranno decisivi per capire se sarà necessario intervenire sulle modalità di captazione o sui sistemi di monitoraggio.

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