Si aggrava la vertenza che coinvolge il personale impiegato nelle strutture dell’ASP 1 tra Teramo, Nereto e Civitella del Tronto. Al centro della contestazione ci sono le retribuzioni non ancora corrisposte a numerosi addetti delle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000, che attendono tuttora lo stipendio di maggio insieme alla quattordicesima.
La situazione, che interessa un servizio delicato per tutto il territorio teramano, viene seguita con attenzione anche sulla costa e nella Val Vibrata, dove il tema dell’assistenza agli anziani resta particolarmente sentito. Secondo le sigle sindacali, il ritardo nei pagamenti non è più sostenibile per i lavoratori che continuano a svolgere regolarmente il proprio compito nelle residenze.
La mobilitazione dopo il presidio in Prefettura
A sollevare nuovamente il caso sono FP Cgil Teramo, Fisascat Cisl Abruzzo Molise, Uil Fpl Teramo, Ugl Salute Teramo e Nursind Teramo. Le organizzazioni ricordano che nei giorni scorsi era già stato organizzato uno sciopero con presidio davanti alla Prefettura di Teramo, iniziativa nata dopo il mancato esito del confronto istituzionale.
Nonostante la protesta, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, non si sarebbe ancora arrivati a una soluzione concreta. Per questo la tensione resta alta nelle sedi interessate, mentre gli operatori continuano ad assicurare l’assistenza quotidiana agli ospiti delle strutture senza aver ricevuto quanto spettante.
La richiesta di un intervento alla Regione Abruzzo
Per i sindacati, a questo punto, serve un passaggio rapido da parte della Regione Abruzzo. Secondo quanto viene sostenuto dalle sigle, esisterebbe infatti la possibilità di adottare un provvedimento utile a liberare le risorse necessarie per garantire liquidità e consentire il pagamento delle spettanze arretrate.
Le organizzazioni sindacali chiamano quindi direttamente in causa l’ente regionale, ritenendo che un eventuale ulteriore stallo aprirebbe una responsabilità precisa sul piano politico e amministrativo. L’appello è a intervenire subito, evitando che la crisi si trascini ancora.
Non solo stipendi: in gioco anche i servizi
La vertenza, sottolineano i sindacati, non riguarda esclusivamente il diritto dei dipendenti a essere pagati con regolarità. Il timore espresso è che una situazione di incertezza così prolungata possa avere effetti anche sull’organizzazione del lavoro e sul clima interno delle strutture che ospitano persone fragili.
Chi opera ogni giorno nell’assistenza, fanno osservare le sigle, svolge un compito essenziale per l’intera provincia di Teramo. Per questo il nodo dei mancati pagamenti viene considerato anche un problema di tenuta del servizio, oltre che una questione occupazionale. L’obiettivo dichiarato resta quello di sbloccare in tempi brevi le somme dovute ai lavoratori, così da restituire stabilità a un settore particolarmente delicato.
In assenza di novità, la mobilitazione potrebbe proseguire. I sindacati ribadiscono infatti che non si può chiedere agli operatori di continuare a garantire assistenza e continuità senza certezze economiche e senza una risposta istituzionale all’altezza della situazione.

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