Si muove il dossier sulla seggio-cabinovia dei Prati di Tivo, infrastruttura strategica per il turismo montano del Teramano e punto di riferimento anche per molti frequentatori della costa, da Giulianova alla Val Vibrata. La Provincia di Teramo ha definito il percorso che dovrebbe consentire di avviare gli interventi necessari alla rimessa in esercizio dell’impianto, con l’obiettivo di arrivare alla riapertura entro la fine di luglio.

L’intesa è stata illustrata dal presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, insieme alla consigliera Gabriella Recchiuti e ai liquidatori della Gran Sasso Teramano Spa. Al centro dell’accordo c’è la società Marco Finori Srl, chiamata a occuparsi dei lavori tecnici indispensabili per riportare la cabinovia nelle condizioni richieste dalla normativa sugli impianti a fune.

Interventi da 890 mila euro finanziati dalla Provincia

Il pacchetto di opere ha un valore complessivo di 890 mila euro. La copertura economica sarà garantita dalla Provincia di Teramo, proprietaria dell’impianto, nell’ambito dei rapporti convenzionali con la Gran Sasso Teramano. Gli interventi riguarderanno la revisione periodica quinquennale e una serie di attività di manutenzione straordinaria considerate necessarie per la ripartenza in sicurezza.

Le lavorazioni sono state individuate tenendo conto delle indicazioni del costruttore Doppelmayer Srl e delle prescrizioni previste da Ansfisa, l’Agenzia nazionale competente anche per la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, stradali e degli impianti fissi. Si tratta dunque di un passaggio tecnico e amministrativo ritenuto essenziale per restituire funzionalità a un collegamento che incide direttamente sull’economia turistica dell’area del Gran Sasso teramano.

Procedura rapida e contenzioso superato

Per non perdere la stagione estiva e programmare con maggiore certezza anche quella invernale, lo scorso 5 giugno era stata attivata una procedura negoziata rivolta a operatori specializzati nel settore. A presentare proposta è stata soltanto la Marco Finori Srl.

Prima di arrivare all’affidamento, però, la Gran Sasso Teramano ha posto una condizione: chiudere le pendenze giudiziarie ancora aperte tra le parti. L’accordo raggiunto prevede la rinuncia, da parte dell’impresa, sia al procedimento d’appello sia a un decreto ingiuntivo ancora pendente. In questo modo viene rimosso un nodo che avrebbe potuto rallentare ulteriormente l’attività della società in liquidazione e l’avvio operativo del cantiere.

Gestione provvisoria fino a novembre 2026

L’operazione sarà regolata attraverso due atti distinti. Il primo riguarda l’esecuzione dei lavori di revisione e manutenzione straordinaria. Il secondo assegna alla Marco Finori Srl il ruolo di gestore ed esercente dell’impianto fino al 15 novembre 2026, con un corrispettivo indicato in 20 mila euro.

La durata limitata dell’incarico non è casuale. La Gran Sasso Teramano intende infatti procedere, una volta completato il ripristino dell’impianto, con una gara pubblica per individuare il gestore definitivo. La fase transitoria servirà quindi a garantire continuità operativa e a consentire la riattivazione del servizio nel rispetto degli standard di sicurezza richiesti.

Al soggetto incaricato della gestione spetteranno anche le attività ordinarie di manutenzione e gli adempimenti legati ai canoni per gli usi civici. Per quanto riguarda invece la manutenzione straordinaria e la revisione quinquennale, il termine indicato per la conclusione è il 15 novembre.

Un passaggio atteso dal turismo del Gran Sasso teramano

La riapertura della seggio-cabinovia dei Prati di Tivo è considerata un tassello importante per la fruizione della montagna teramana. L’impianto rappresenta un servizio centrale per escursionisti, famiglie, operatori turistici e attività economiche della zona, con ricadute che interessano l’intero territorio provinciale, compresa la fascia costiera dove molti visitatori soggiornano durante l’estate.

L’indirizzo emerso è quello di procedere con i lavori cercando, dove tecnicamente possibile, di limitare l’impatto sulla fruibilità dell’impianto durante il periodo turistico. Eventuali interventi ulteriori rispetto a quelli già previsti dovranno comunque essere autorizzati dalla Gran Sasso Teramano.

La tempistica resta dunque il punto più delicato: l’obiettivo dichiarato è far ripartire la cabinovia entro luglio, così da recuperare una parte significativa della stagione estiva e arrivare con un quadro più definito alla programmazione invernale.

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