Una serata di letteratura, memoria civile e riflessione pubblica ha accompagnato a Pescara la consegna dei riconoscimenti della 53ª edizione dei Premi internazionali Ennio Flaiano per la narrativa. L’appuntamento, ospitato negli spazi dell’Aurum, ha richiamato pubblico e ospiti da tutta la regione, confermandosi tra gli eventi culturali abruzzesi più seguiti anche dai lettori della provincia di Teramo e della costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi.

Al centro dell’edizione 2026 non solo i libri finalisti e i vincitori delle sezioni principali, ma anche il premio speciale assegnato al procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto durante la cerimonia e accolto con grande partecipazione dalla platea.

Il riconoscimento speciale a Nicola Gratteri

Il magistrato è stato premiato per il suo impegno nel contrasto alle organizzazioni criminali e per il volume Come radici. Una storia sulle seconde possibilità, pubblicato da Mondadori e scritto insieme ad Antonio Nicaso, studioso delle mafie e storico delle organizzazioni criminali.

Nel corso dell’incontro Gratteri ha affrontato diversi temi legati alla criminalità contemporanea, soffermandosi sulla realtà napoletana, sulle forme più recenti di controllo illegale del territorio e sull’utilizzo delle tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, da parte dei gruppi criminali. Un passaggio significativo è stato dedicato anche ai minori coinvolti in contesti di devianza e alla necessità di offrire percorsi reali di recupero, senza rinunciare al principio della responsabilità e della certezza della pena.

Il libro premiato ruota proprio attorno al tema della possibilità di ricominciare. La narrazione intreccia vicende di giovani segnati da esperienze difficili con la figura di un magistrato in pensione che, attraverso il lavoro e il rapporto con la terra, cerca di aprire uno spazio nuovo nelle loro vite.

Nucci vince nella sezione Over 35

La giuria, presieduta da Anna Longoni, ha attribuito il riconoscimento della sezione Over 35 a Matteo Nucci per Platone, edito da Feltrinelli. L’opera ripercorre la figura del filosofo greco con un taglio narrativo e insieme rigoroso, restituendo il percorso umano e intellettuale di un pensatore centrale nella storia della cultura occidentale.

Tra i finalisti della stessa categoria figuravano anche Rosa Matteucci con Cartagloria, pubblicato da Adelphi, e Christian Raimo con L’invenzione del colore, edito da La Nave di Teseo. Due libri diversi per stile e impostazione, ma entrambi capaci di affrontare, attraverso la letteratura, temi familiari, sociali e identitari.

Under 35: il Pegaso d’oro a Michele Del Vecchio

Per la sezione Under 35 il premio è andato a Michele Del Vecchio con La curvatura dell’orizzonte, pubblicato da Nutrimenti. Il romanzo unisce formazione, noir e racconto simbolico, seguendo il cammino di un’adolescente in un’isola attraversata da marginalità, migrazioni, amicizie e presenze criminali.

Nella terna finale erano presenti anche Claudia Grande con Pornorama, edito da Il Saggiatore, e Lorenza Sabatino con Il Miracolo, pubblicato da Guanda Narratori. La prima opera propone un noir dai toni grotteschi ambientato in una Torino inquieta e contemporanea; la seconda lavora sul confine tra evento inspiegabile, relazioni familiari e dinamiche collettive.

Il Premio della Presidenza a Mario Andreose

Un altro momento centrale della serata è stato il conferimento del Premio della Presidenza a Mario Andreose per Un’educazione veneziana, edito da La Nave di Teseo. Il libro guarda al dopoguerra italiano, alla ricostruzione e alle trasformazioni di un Paese uscito dal conflitto.

Ad Andreose è stato riconosciuto anche il ruolo svolto nel panorama editoriale nazionale e il lavoro di sistemazione dell’opera di Ennio Flaiano nei Classici Bompiani. Durante la cerimonia è stato inoltre ricordato Edoardo Tiboni, fondatore dei Premi Flaiano e padre dell’attuale presidente Carla Tiboni.

La manifestazione pescarese conferma così la sua dimensione regionale e nazionale, mantenendo vivo il legame con l’eredità di Flaiano e con una tradizione culturale che continua a coinvolgere l’intero Abruzzo, compreso il pubblico della costa teramana.

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