L’Abruzzo segue con forte preoccupazione le notizie che arrivano dal Venezuela, colpito nei giorni scorsi da un violento terremoto che ha provocato crolli, vittime e un numero ancora incerto di dispersi. Tra le persone di cui non si hanno notizie figurerebbero anche diversi venezuelani con radici abruzzesi, appartenenti a una comunità storicamente molto numerosa nel Paese sudamericano.

Il bilancio resta in evoluzione mentre proseguono le operazioni di soccorso nelle aree più danneggiate. Le autorità italiane hanno confermato la morte di tre italo-venezuelani e il ferimento di cinque persone, ma l’attenzione resta concentrata sui connazionali che risultano ancora irreperibili.

Scosse violente tra Caracas e La Guaira

Il sisma, secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, ha raggiunto magnitudo molto elevate, con due forti scosse indicate rispettivamente a 7.2 e 7.5. Il terremoto è stato percepito a grande distanza dall’epicentro, fino alle zone prossime al confine con la Colombia, seminando paura in un’area vasta del Paese.

I danni maggiori sarebbero stati registrati nella fascia compresa tra Caracas e La Guaira, dove diversi edifici non hanno retto alla forza del movimento tellurico. In più punti i soccorritori stanno lavorando tra le macerie nel tentativo di individuare persone rimaste intrappolate. La situazione è resa complessa dall’estensione dell’area colpita e dalle difficoltà logistiche che interessano alcune zone urbane.

La comunità abruzzese in Venezuela

Il legame tra Abruzzo e Venezuela è profondo e risale soprattutto agli anni del secondo dopoguerra, quando molte famiglie lasciarono paesi e città della regione per cercare lavoro e stabilità oltreoceano. Caracas e altre località venezuelane divennero mete importanti per migliaia di emigrati abruzzesi, molti dei quali hanno costruito lì una nuova vita senza perdere il rapporto con la terra d’origine.

Ancora oggi il Venezuela ospita una delle presenze abruzzesi più consistenti fuori dall’Italia. Si parla di oltre trentamila persone tra nati in Abruzzo, discendenti e cittadini di origine abruzzese. Per questo motivo la tragedia viene seguita con attenzione anche nelle comunità della nostra regione, comprese quelle della costa e dell’entroterra teramano, dove non mancano famiglie con parenti o conoscenze nel Paese sudamericano.

Il racconto di un medico abruzzese

Tra le testimonianze arrivate dal Venezuela c’è quella di Franco De Antonis, medico abruzzese che vive da molti anni a Maracay. De Antonis è noto anche per aver dato vita ad Abruzzo Solidale, un’associazione impegnata ad aiutare connazionali in difficoltà, in particolare nell’accesso a medicinali e cure spesso difficili da reperire o troppo costosi.

Il medico ha descritto momenti di grande paura vissuti insieme alla moglie, mentre il palazzo in cui si trovava oscillava e sulle pareti comparivano crepe. Per chi ha memoria di altri terremoti, il boato e la durata delle scosse hanno riportato alla mente esperienze traumatiche del passato. Il suo racconto conferma la violenza dell’evento e il clima di angoscia che si respira tra gli italiani e gli italo-venezuelani residenti nelle zone colpite.

Solidarietà dall’Abruzzo e primi aiuti

In Abruzzo si sono moltiplicati i messaggi di vicinanza alle famiglie coinvolte. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha richiamato il rapporto storico che unisce la regione al Venezuela, ricordando le tante persone partite dall’Abruzzo e i numerosi italo-venezuelani rientrati negli anni anche a causa della crisi economica e politica del Paese caraibico.

Nel frattempo si è attivata anche una prima forma concreta di sostegno sanitario. Da Sulmona sono stati messi a disposizione alcuni reni artificiali provenienti dall’Unità di dialisi dell’ospedale Santissima Annunziata, destinati a contribuire all’assistenza nelle aree in emergenza. Un gesto che conferma la mobilitazione della regione davanti a una tragedia che, pur avvenuta a migliaia di chilometri, tocca da vicino molte famiglie abruzzesi.

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