Il futuro del mercato ittico di Pescara è tornato al centro del confronto pubblico con una mobilitazione che, nella mattinata di oggi, ha portato operatori del settore, cittadini e rappresentanti del movimento Pescara Brillante davanti al Comune. La contestazione riguarda l’ipotesi di spostamento dell’attività in una nuova sede, ritenuta dagli addetti ai lavori non adeguata alle esigenze quotidiane della filiera del pesce.

La vicenda è seguita con attenzione anche lungo la costa abruzzese, dove porti e mercati ittici rappresentano un presidio economico e identitario. Per realtà marinare come Giulianova e per l’intero litorale teramano, il tema della gestione degli spazi destinati alla pesca e alla commercializzazione del pescato resta infatti un argomento sensibile, legato a lavoro, sicurezza alimentare e continuità delle tradizioni locali.

Il corteo dal mercato fino a Palazzo di Città

La giornata di protesta è iniziata davanti alla sede storica del mercato ittico pescarese, dove i partecipanti si sono ritrovati prima di muoversi in corteo verso il centro amministrativo della città. Il percorso ha attraversato l’area del lungofiume, per poi proseguire verso le strade che conducono a Palazzo di Città.

La manifestazione si è svolta in forma pacifica, con l’obiettivo di chiedere all’amministrazione comunale un confronto diretto prima di procedere con scelte considerate decisive per il comparto. Al centro delle preoccupazioni ci sono gli aspetti logistici, funzionali e strutturali della sede individuata per il trasferimento.

Le richieste degli operatori del comparto ittico

Gli operatori non escludono a priori un cambiamento di sede, ma chiedono garanzie concrete. La posizione emersa durante la mobilitazione è chiara: un eventuale trasferimento può essere preso in considerazione solo se gli spazi destinati al mercato rispondono ai requisiti necessari per svolgere correttamente le attività di vendita, movimentazione e controllo del prodotto.

Alla protesta ha aderito anche l’associazione Mimmo Grosso, che ha espresso disponibilità al trasferimento dei lavoratori soltanto in presenza di condizioni pienamente idonee. In caso contrario, la soluzione indicata è quella di intervenire sulla struttura esistente, procedendo con un’opera di riqualificazione dell’attuale mercato.

Tra le richieste avanzate figura anche la possibilità di effettuare una verifica pratica nella nuova sede, così da valutare direttamente se gli ambienti siano compatibili con le necessità tecniche e operative del settore. Gli operatori chiedono inoltre un incontro ufficiale con il sindaco per discutere la questione prima di ogni decisione definitiva.

Una struttura legata alla storia marinara di Pescara

La protesta non riguarda soltanto gli aspetti organizzativi. Per i partecipanti, il mercato ittico rappresenta anche un elemento della memoria cittadina, collegato alla storia della marineria pescarese e allo sviluppo economico del territorio. Durante la mobilitazione è stato richiamato il valore dell’edificio storico e della lunga presenza del commercio del pesce nell’area.

Federica Liberatore ha ricordato il risultato ottenuto con la salvaguardia dell’edificio Barbera, mentre Valerio Ciroli ha sottolineato come l’attività mercatale del pesce a Pescara abbia radici precedenti alla costruzione dell’attuale stabile, risalente alla metà del Novecento. Un richiamo alla continuità storica che, secondo i promotori, dovrebbe pesare nelle scelte amministrative.

Sicurezza alimentare, filiera e fondi europei

Un altro punto sollevato dagli organizzatori riguarda la gestione del mercato come infrastruttura pubblica strategica. Per gli operatori, la struttura deve essere amministrata con criteri efficienti, in grado di garantire tracciabilità, sicurezza alimentare, qualità del servizio e possibilità di intercettare finanziamenti europei destinati al settore.

La richiesta rivolta al Comune è quindi quella di sospendere ogni accelerazione e aprire una fase di valutazione tecnica condivisa. Solo dopo controlli effettivi, sostengono i manifestanti, sarà possibile stabilire se la nuova sede possa realmente ospitare il mercato ittico o se sia preferibile investire sul recupero dell’attuale struttura.

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