Passaggio decisivo al Tribunale di Sulmona nell’inchiesta sulle due ragazze rintracciate a Formia dopo circa due settimane di assenza da casa. Nella mattinata sono iniziati gli interrogatori di garanzia per tre persone sottoposte a fermo, tra cui la madre delle minori, trasferita per l’udienza dal carcere di Teramo.
La vicenda, seguita con attenzione anche nel territorio teramano per il coinvolgimento della casa circondariale di Castrogno, è ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari, chiamato a esaminare gli elementi raccolti dagli investigatori e a decidere sulla convalida dei provvedimenti restrittivi.
Tre persone davanti al giudice per la convalida
Gli interrogatori riguardano la madre delle due ragazze, Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito e il nonno materno Marco D’Acunto. I tre erano stati fermati all’alba di lunedì, poche ore dopo il ritrovamento delle minori nel Lazio. L’ipotesi contestata, secondo quanto emerso, è quella di sequestro di persona aggravato in concorso.
Il confronto davanti al gip rappresenta una fase centrale del procedimento: le difese possono fornire la propria versione dei fatti, mentre il giudice valuta se confermare o meno le misure disposte nei confronti degli indagati. Al momento, l’attività giudiziaria resta in corso e l’inchiesta prosegue per ricostruire con precisione quanto accaduto durante il periodo di allontanamento.
La madre trasferita dal penitenziario di Teramo
Per prendere parte all’interrogatorio, la madre delle minori è stata accompagnata a Sulmona dalla struttura detentiva di Teramo, dove si trovava dopo il fermo. Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto, invece, sono stati condotti in tribunale dal carcere di Sulmona.
Il collegamento con il territorio teramano riguarda dunque il passaggio della donna attraverso il penitenziario di Castrogno, struttura spesso coinvolta in procedimenti di competenza distrettuale o regionale. La decisione del giudice sarà determinante per stabilire se i tre resteranno sottoposti a misura restrittiva o se verranno adottati provvedimenti diversi.
Quattro indagati nell’inchiesta
Nel fascicolo risultano complessivamente quattro persone indagate. Oltre ai tre fermati, figura anche una parente acquisita della madre, che avrebbe ospitato le due ragazze durante una parte del periodo in cui non erano state rintracciate. Per lei, al momento, non risulta applicata alcuna misura restrittiva.
Gli accertamenti puntano a chiarire se l’allontanamento sia stato organizzato, chi abbia avuto un ruolo attivo nella gestione degli spostamenti e quali siano state le condizioni in cui le minori sono rimaste lontane dai luoghi in cui erano attese. Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali contatti, appoggi logistici e responsabilità individuali.
Indagini ancora aperte dopo il ritrovamento a Formia
Il ritrovamento delle due sorelle a Formia ha chiuso la fase più urgente delle ricerche, ma non l’attività investigativa. La procura e gli organi di polizia giudiziaria stanno lavorando per definire il quadro complessivo della vicenda, anche alla luce delle dichiarazioni che potranno emergere dagli interrogatori di garanzia.
La giornata al Tribunale di Sulmona è quindi attesa come uno snodo importante per comprendere l’evoluzione del procedimento. Ulteriori sviluppi potranno arrivare dopo le decisioni del gip sulla convalida dei fermi e sulle eventuali misure da applicare agli indagati.


