Una nuova tragedia scuote la casa circondariale di Castrogno, alle porte di Teramo. Nella mattinata di ieri una donna di 32 anni, detenuta nell’istituto penitenziario teramano, è stata trovata priva di vita all’interno della propria cella. Secondo quanto emerso, la giovane si sarebbe impiccata. L’allarme è stato dato subito dal personale in servizio, ma ogni tentativo di salvarla si è rivelato inutile.
La donna, indicata con le iniziali L.M., era originaria della Repubblica Ceca e si trovava in carcere per una condanna legata a una rapina. La pena, stando alle informazioni disponibili, sarebbe terminata nel 2029. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, insieme agli agenti della Polizia Penitenziaria, ma per la detenuta non c’è stato nulla da fare.
La magistratura informata dopo il decesso
Dopo il ritrovamento, come previsto in questi casi, la Polizia Penitenziaria ha avvisato l’autorità giudiziaria. Il fascicolo è stato seguito dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, che ha valutato gli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti e l’esito dell’ispezione esterna sul corpo.
Alla luce della ricostruzione iniziale, non sarebbe stata disposta l’autopsia. Dalle verifiche effettuate non sarebbero infatti emersi elementi tali da far ipotizzare una dinamica diversa da quella del gesto volontario. La salma resta comunque al centro degli adempimenti di legge previsti dopo un decesso avvenuto in ambiente detentivo.
Un altro episodio dopo la morte di un giovane detenuto
La vicenda arriva a breve distanza da un altro fatto drammatico avvenuto nello stesso carcere teramano. Nelle scorse settimane un detenuto egiziano di 25 anni era morto dopo aver inalato gas da un fornello in uso all’interno della struttura. In quel caso non è stato ancora chiarito se si sia trattato di un gesto intenzionale o di una pratica di stordimento, fenomeno che negli istituti penitenziari viene segnalato da tempo come particolarmente rischioso.
Due decessi ravvicinati riportano l’attenzione sulle condizioni del penitenziario di Castrogno, un presidio che riguarda da vicino non solo Teramo ma l’intero territorio provinciale, compresa la costa e l’area di Giulianova, dove il tema della sicurezza e della tenuta dei servizi pubblici resta seguito con attenzione.
Sindacati penitenziari: organici insufficienti e sovraffollamento
Da giorni le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria segnalano una situazione giudicata estremamente pesante. Osapp e Sappe hanno richiamato l’attenzione su un livello di affollamento indicato oltre il 178%, a fronte di una presenza di personale ritenuta non adeguata alle esigenze quotidiane dell’istituto.
Secondo le stime diffuse dalle sigle sindacali, mancherebbero almeno 50 agenti per garantire una gestione più equilibrata dei reparti e dei servizi interni. La carenza di organico, unita al numero elevato di detenuti, inciderebbe sui turni di lavoro e sulla capacità di presidiare in modo costante le diverse aree della struttura.
Turni straordinari e criticità operative
Tra i punti sollevati dai rappresentanti del personale c’è anche il tema degli straordinari. Gli agenti sarebbero costretti a coprire turnazioni aggiuntive per assicurare il funzionamento dell’istituto, mentre i pagamenti delle ore extra risulterebbero fermi da gennaio. Una condizione che, secondo i sindacati, aggrava il malessere del personale e rende ancora più complessa la gestione di un carcere già segnato da forti tensioni.
Il decesso della 32enne riapre quindi una questione che va oltre il singolo episodio e riguarda la tenuta complessiva del sistema penitenziario locale. A Castrogno, chiedono i sindacati, servono interventi urgenti su personale, organizzazione interna e condizioni detentive, per ridurre il rischio di nuove emergenze e garantire maggiore sicurezza a detenuti e operatori.


