Una giornata di addestramento dedicata alle emergenze ha coinvolto anche il territorio teramano, con la partecipazione della sezione di Alba Adriatica dell’Associazione Nazionale Carabinieri. L’esercitazione, svolta venerdì 19 giugno nell’area industriale di Salvaiezzi, a Chieti Scalo, ha messo alla prova uomini, mezzi e procedure operative in scenari ispirati a situazioni di rischio che possono interessare anche la costa abruzzese e l’entroterra.

L’attività, denominata Teaterno 2026, è stata promossa dal Comando Legione Carabinieri Abruzzo e Molise e ha riunito circa cento operatori tra militari dell’Arma in servizio, personale in congedo, volontari dell’Anc e militari dell’Esercito. Presenti, oltre alle componenti di Chieti, Pescara, Montesilvano e L’Aquila, anche volontari collegati alla sezione di Alba Adriatica, elemento che rende l’iniziativa di interesse per la Val Vibrata, la costa teramana e più in generale per la provincia di Teramo.

Un campo operativo per simulare le emergenze

Le attività sono iniziate nella mattinata con l’organizzazione di un’area logistica strutturata per gestire una situazione complessa. Nel campo base sono stati predisposti un posto comando tattico, un presidio sanitario avanzato, spazi per la cucina da campo e tende destinate ai materiali di soccorso. Il supporto logistico è stato garantito dal 9° Reggimento Alpini dell’Aquila, impegnato nell’allestimento delle strutture necessarie allo svolgimento delle prove.

L’obiettivo dell’esercitazione non era soltanto verificare la prontezza dei reparti, ma anche migliorare il coordinamento tra le diverse componenti chiamate a intervenire in caso di calamità. Un aspetto centrale per un territorio, come quello abruzzese, esposto a criticità differenti: dal maltempo intenso agli incendi, fino alle ricerche di persone disperse in aree naturali o difficili da raggiungere.

Dall’alluvione simulata agli interventi antincendio

Tra gli scenari affrontati è stata prevista una prova legata al rischio idraulico, con la simulazione di una piena del fiume Pescara. In questo contesto sono state impiegate pompe idrovore e sono intervenuti i Carabinieri sommozzatori, chiamati a recuperare figuranti da un veicolo finito sott’acqua. Una simulazione utile a testare tempi di risposta, comunicazioni e sicurezza degli operatori.

Un’altra parte dell’addestramento è stata dedicata agli incendi boschivi. I nuclei antincendio dell’Associazione Nazionale Carabinieri hanno operato in un’area verde predisposta per la prova, simulando le procedure necessarie al contenimento di un rogo. Per le comunità della costa teramana e delle colline vicine, dove nei mesi estivi il rischio incendi è un tema concreto, questo tipo di preparazione rappresenta un tassello importante nel sistema di prevenzione.

Ricerca dispersi e primo soccorso sul campo

Nel corso della giornata sono state verificate anche le attività di assistenza sanitaria e ricerca persone. Il personale sanitario dell’Arma ha effettuato interventi di primo soccorso in ambiente operativo, mentre le unità cinofile sono state impiegate per individuare figuranti dispersi. Tra i cani utilizzati anche un esemplare addestrato alla ricerca molecolare, capace di seguire tracce olfattive particolarmente specifiche.

Le prove hanno consentito di simulare condizioni nelle quali la rapidità delle squadre e la corretta trasmissione delle informazioni possono fare la differenza. La collaborazione tra reparti specializzati, volontari e strutture di supporto è stata uno degli elementi centrali dell’intera esercitazione.

Droni per controllare dall’alto le aree critiche

Un capitolo specifico è stato dedicato all’impiego dei droni. Gli aeromobili a pilotaggio remoto, condotti da personale specializzato dell’Arma territoriale e forestale, hanno sorvolato le zone interessate dalle simulazioni per individuare punti critici, osservare dall’alto le aree più difficili e contribuire alla mappatura del territorio.

Le operazioni di volo sono state coordinate con la torre di controllo dell’aeroporto di Pescara e con il Centro Enac competente, così da garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto delle regole aeronautiche. L’utilizzo dei droni conferma il crescente ruolo delle tecnologie nelle operazioni di protezione civile, anche in chiave preventiva e di supporto alle squadre a terra.

Per il territorio teramano, la presenza dell’Anc di Alba Adriatica in un’esercitazione di livello regionale rappresenta un’occasione di crescita operativa e di collegamento con il sistema abruzzese di gestione delle emergenze.

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