Un nuovo capitolo si apre per il patrimonio industriale e geominerario della Maiella. È stato sottoscritto oggi l’accordo che dà avvio al Piano Territoriale del Parco Tematico Minerario della Maiella, un programma pensato per recuperare siti estrattivi abbandonati, vecchi impianti produttivi e infrastrutture storiche trasformandoli in spazi per cultura, ricerca, turismo sostenibile e didattica.
L’iniziativa interessa in particolare diversi comuni della provincia di Pescara, ma si inserisce in una prospettiva regionale che riguarda l’intero Abruzzo. Anche per chi vive sulla costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, il progetto rappresenta un tassello in più nell’offerta culturale e naturalistica raggiungibile nell’entroterra abruzzese.
Un accordo tra istituzioni, università e comuni
La firma ha coinvolto l’Agenzia del Demanio, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara, l’Ente Parco della Maiella, l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, l’Università dell’Aquila e i sindaci dei comuni aderenti. Presenti, tra gli altri, Alessandra dal Verme per il Demanio, Chiara Delpino per la Soprintendenza, Pierpaolo Pescara per il Dipartimento regionale Territorio e Ambiente, Marco Scorrano per la Provincia di Pescara, Lucio Zazzara per il Parco della Maiella, i rettori Liborio Stuppia e Fabio Graziosi. All’incontro ha partecipato anche il deputato Luciano D’Alfonso.
Il piano riguarda beni statali e proprietà comunali distribuiti in quattordici amministrazioni locali. L’obiettivo è mettere ordine in un patrimonio ampio e frammentato, composto da gallerie, aree di estrazione, opifici, strutture di servizio e testimonianze legate alla lavorazione della roccia asfaltica bituminosa.
Dalla storia mineraria a nuove funzioni pubbliche
Il progetto punta a salvaguardare la memoria del lavoro e delle comunità che per decenni hanno vissuto attorno alle attività estrattive della Maiella. Non si tratta soltanto di conservare luoghi dismessi, ma di renderli nuovamente fruibili attraverso itinerari di visita, spazi culturali, percorsi naturalistici, attività formative e iniziative scientifiche.
Le università coinvolte contribuiranno con competenze specifiche in diversi ambiti: archeologia industriale, studio dei materiali, sicurezza nei luoghi di lavoro e scienze ambientali. Questa collaborazione dovrà sostenere sia la progettazione degli interventi sia la creazione di reti di ricerca collegate ai siti del futuro Parco minerario.
Sei interventi pilota per avviare il recupero
Il documento individua sei progetti considerati prioritari. A Scafa è previsto il riuso dell’ex complesso industriale S.A.M.A., destinato a diventare un centro espositivo sulla storia mineraria e industriale dell’area, con un laboratorio dedicato a materiali, tecnologie e sicurezza.
A Manoppello, il sito di Foce Valle Romana sarà valorizzato come luogo della memoria e come spazio per attività culturali e di ricerca, collegato a percorsi di mobilità sostenibile. A Roccamorice, la miniera di Acquafredda entrerà in una rete di itinerari escursionistici che metteranno insieme storia dell’estrazione, tradizioni agricole e tracce legate alla Seconda guerra mondiale, con possibili servizi per l’accoglienza e il turismo all’aria aperta.
Tra Abbateggio e Roccamorice, il programma interessa l’area di Coste Maiella e l’Eremo di Santo Spirito, dove si punta a un percorso intercomunale tra natura e spiritualità, pensato per un turismo lento e accessibile. A San Valentino in Abruzzo Citeriore, l’ex carcere statale potrà essere riconvertito in struttura ricettiva per giovani e in forme di ospitalità informale, d’intesa con il Comune.
Un ulteriore asse di intervento riguarda i siti di Torretta, San Giorgio e Pozzo Arno, che saranno messi in relazione con il patrimonio monastico del territorio per costruire un polo turistico capace di unire archeologia mineraria, paesaggio e cultura religiosa.
Oltre trenta ipotesi nel quadro complessivo
I sei interventi iniziali rientrano in una programmazione più ampia, che comprende oltre trenta possibili azioni nei comuni promotori. Il lavoro proseguirà attraverso un Tavolo Tecnico Operativo, incaricato di approfondire modalità, priorità e soluzioni progettuali per ciascun sito.
La finalità dichiarata è generare ricadute verificabili sul piano economico, sociale e ambientale, restituendo valore a luoghi che hanno segnato la storia produttiva della Maiella. Per il turismo abruzzese, compresa la costa teramana e l’area di Giulianova, il futuro Parco minerario potrà aggiungere nuovi itinerari culturali e naturalistici a quelli già presenti tra mare, colline e montagna.

Giulianova.it è un progetto editoriale locale curato da Genesi.it, web agency attiva dal 1996 nei servizi web, SEO, sviluppo digitale e visibilità online, inclusa la presenza nei sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale. Le competenze maturate dal team sono documentate dalle recensioni e video testimonianze dei clienti Genesi, feedback reali sui servizi forniti.


