Restano senza esito, a oltre una settimana dall’allontanamento, le ricerche di due sorelle di 12 e 16 anni uscite da una casa famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore dell’Abruzzo interno. La vicenda, seguita con attenzione in tutta la regione, interessa anche i lettori della costa teramana e di Giulianova per la possibile diffusione di segnalazioni utili agli accertamenti.

La Procura di Sulmona ha aperto un ulteriore filone d’indagine dopo la denuncia presentata dal padre delle ragazze. L’ipotesi formulata è quella di abbandono di minore. Si tratta di un passaggio investigativo legato alle verifiche sulla gestione della struttura e sulle modalità di vigilanza nei confronti delle due minorenni. Il nuovo fascicolo si affianca a quello già avviato per sottrazione di minore.

La denuncia del padre e le verifiche sulla struttura

Secondo quanto segnalato dal genitore, assistito dall’avvocato Francesco Riccardi, ci sarebbero aspetti da chiarire in merito alla sorveglianza all’interno della casa famiglia. Tra i punti indicati nella denuncia figurano l’assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza e i tempi con cui i familiari sarebbero stati informati della scomparsa.

La struttura di Civitella Alfedena è gestita dalla società OfH, Opportunities for Health, che opera nel settore sociosanitario e socioeducativo con servizi rivolti anche ai minori. Il presidente e rappresentante legale Maurizio Volpini ha respinto ogni addebito, sostenendo la correttezza della gestione e dichiarando che eventuali difese saranno affrontate nelle sedi competenti.

L’allontanamento nella notte tra il 6 e il 7 giugno

Le due sorelle, Sarah e Alisya Di Giacinto, si sarebbero allontanate tra la sera del 6 giugno e la notte successiva. In base agli elementi finora emersi, avrebbero lasciato la casa famiglia passando da una finestra danneggiata. Da quel momento non risultano contatti certi né indicazioni decisive sulla loro posizione.

Un video diffuso nelle ultime ore da alcune trasmissioni televisive mostrerebbe due ragazze, riconosciute dal padre come le figlie, mentre attraversano l’area esterna di un bar alle 21.26 di sabato 6 giugno. Le giovani indosserebbero abiti scuri e scarpe da ginnastica bianche. Resta da stabilire se quelle immagini siano precedenti o successive all’uscita dalla comunità.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando quali oggetti siano stati portati via dalle ragazze. Secondo le informazioni disponibili, avrebbero preso alcuni effetti personali, ma non il telefono cellulare, circostanza che rende più complessa la ricostruzione degli spostamenti.

Ricerche estese tra Abruzzo e Lazio

Le attività di ricerca proseguono su più fronti. L’attenzione è rivolta sia all’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove si trova Civitella Alfedena, sia ad altre zone considerate possibili punti di transito. Le verifiche riguardano anche il Lazio, in particolare il territorio di Minturno e altre località legate alla famiglia delle ragazze.

Nelle ultime ore gli accertamenti sono stati estesi verso Passo Godi, nel territorio di Scanno, e lungo le direttrici che collegano Civitella Alfedena con Castel di Sangro e Avezzano. Le squadre impegnate nelle ricerche stanno controllando casolari, grotte, edifici disabitati e aree isolate, nella speranza di individuare tracce o elementi utili.

Nessuna ipotesi esclusa dagli investigatori

Accanto alle perlustrazioni sul territorio, proseguono gli approfondimenti sui contatti, sulle eventuali segnalazioni arrivate nei giorni successivi alla scomparsa e sui possibili spostamenti delle due minorenni. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista.

Il padre delle ragazze ha seguito da vicino le attività a Civitella Alfedena insieme al suo legale e alla presidente dell’associazione Penelope, realtà che offre supporto ai familiari delle persone scomparse. La priorità resta ritrovare le due sorelle e ricostruire con precisione le ore che hanno preceduto la perdita delle loro tracce.