Il primo Consiglio comunale del nuovo mandato a Montorio al Vomano si è aperto con una polemica destinata a far discutere anche fuori dai confini del paese. Al centro del caso ci sono alcune espressioni che, secondo quanto denunciato dal Partito Democratico, sarebbero state rivolte dal sindaco Fabio Altitonante alla consigliera di opposizione Alessandra Nori, già candidata alla carica di prima cittadina.
La vicenda, maturata durante una seduta particolarmente tesa, ha avuto eco nel dibattito politico della provincia di Teramo, dove negli ultimi mesi non sono mancati altri episodi contestati nei consigli comunali. Il tema del linguaggio nelle istituzioni torna così al centro dell’attenzione, in un territorio che da Montorio alla costa, passando per Giulianova e gli altri comuni teramani, segue con attenzione la qualità del confronto pubblico.
La denuncia del Pd provinciale
A sollevare pubblicamente il caso è stato Robert Verrocchio, segretario provinciale del Partito Democratico. Secondo la ricostruzione diffusa dal Pd, nel corso del confronto in aula il sindaco avrebbe più volte interrotto la consigliera Nori, arrivando poi a utilizzare frasi giudicate offensive e non compatibili con il ruolo istituzionale ricoperto.
Tra i passaggi contestati figurerebbe un riferimento al risultato elettorale dell’esponente di minoranza, con un’allusione ai voti raccolti anche nella cerchia familiare, e soprattutto un invito legato alla scopa, interpretato dai democratici come un’espressione dal contenuto sessista. Per Verrocchio, non si tratterebbe di una semplice uscita infelice nel corso di un dibattito acceso, ma di parole capaci di colpire la dignità personale e politica di una donna impegnata nelle istituzioni locali.
Solidarietà ad Alessandra Nori
Il Pd ha espresso vicinanza alla consigliera Alessandra Nori, chiedendo che l’episodio non venga minimizzato. La critica riguarda in particolare il contesto nel quale le parole sarebbero state pronunciate: una seduta ufficiale del Consiglio comunale, luogo in cui il confronto può essere anche aspro ma dovrebbe restare ancorato al rispetto reciproco.
Sulla vicenda sono intervenuti anche il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Marinelli e Roberta Tomasi, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche. Entrambi hanno parlato di un episodio grave, sottolineando come il dissenso politico debba essere espresso attraverso argomenti e contenuti, non con formule che rischiano di ridurre il ruolo di una rappresentante eletta a stereotipi di genere.
La richiesta avanzata dai democratici è quella di scuse pubbliche da parte del sindaco. Secondo gli esponenti del Pd, chi guida un’amministrazione comunale ha una responsabilità particolare nel mantenere il livello del confronto entro limiti istituzionali, soprattutto in un momento delicato come l’avvio di una nuova consiliatura.
Un tema che riguarda tutto il Teramano
La polemica di Montorio al Vomano viene inserita dal Partito Democratico in un quadro più ampio. Nelle ultime settimane, infatti, erano già stati segnalati altri casi di linguaggio ritenuto offensivo o discriminatorio in assise civiche della provincia, con riferimenti a episodi avvenuti a Isola del Gran Sasso e ad Atri.
Il punto, secondo i promotori della denuncia, non riguarda soltanto il singolo scambio verbale, ma la necessità di preservare i consigli comunali come spazi di confronto democratico. In molti centri del Teramano, dalle aree interne alla fascia costiera, le assemblee cittadine rappresentano il primo livello di partecipazione pubblica e il luogo più vicino ai cittadini.
Per questo la vicenda di Montorio assume un rilievo che supera la dialettica tra maggioranza e opposizione. La discussione ora si concentra sulla possibilità di ricondurre il confronto politico a toni più rispettosi, evitando che la competizione amministrativa si trasformi in delegittimazione personale. Resta attesa, a questo punto, l’eventuale replica del sindaco Fabio Altitonante alle accuse mosse nei suoi confronti.

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