L’Abruzzo chiude il 2025 con un risultato importante per la sanità pubblica: il sistema regionale delle trasfusioni è riuscito a coprire il fabbisogno interno di sangue, garantendo continuità a interventi chirurgici, terapie per pazienti cronici e attività di emergenza. Il dato interessa da vicino anche la provincia di Teramo e la costa teramana, dove ospedali e servizi sanitari dipendono quotidianamente dalla disponibilità di emocomponenti.
Il quadro è stato illustrato a Pescara, alla vigilia della Giornata mondiale del donatore di sangue del 14 giugno, durante un incontro istituzionale dedicato ai risultati del Centro regionale Sangue e alla programmazione per i prossimi mesi. Alla presentazione hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, la direttrice del Centro regionale Sangue Annalaura Di Febo, il coordinatore delle associazioni dei donatori Pasquale Colamartino e la dirigente del Dipartimento Sanità Barbara Morganti.
Autosufficienza raggiunta grazie a donatori e servizi sanitari
Il traguardo dell’autosufficienza significa che, nel corso del 2025, la rete abruzzese è stata in grado di rispondere alle necessità delle strutture sanitarie regionali senza compromettere prestazioni fondamentali. Un risultato costruito attraverso il lavoro dei Servizi trasfusionali, il contributo delle associazioni di volontariato e la disponibilità dei cittadini che donano sangue e plasma.
Per un territorio come quello teramano, con presidi ospedalieri e un bacino di utenza distribuito tra costa, aree interne e Val Vibrata, la tenuta del sistema trasfusionale ha un valore concreto. Le scorte di sangue incidono infatti sulla chirurgia programmata, sull’assistenza nelle urgenze e sui percorsi di cura di molti pazienti che necessitano di terapie ripetute.
Il piano 2026 fissa nuovi obiettivi regionali
La Regione punta ora a consolidare il risultato ottenuto. Il Programma per l’autosufficienza regionale 2026, approvato dalla Giunta con una delibera del 28 maggio, definisce gli interventi organizzativi che le Asl dovranno attuare sotto il coordinamento del Dipartimento Sanità e del Centro regionale Sangue.
Tra i numeri indicati nella programmazione figurano 56.300 unità di globuli rossi da rendere disponibili per la cura dei pazienti cronici, per l’emergenza-urgenza e per l’attività chirurgica. Per i medicinali prodotti da plasma nazionale è prevista invece la distribuzione di 96.550 confezioni sul territorio abruzzese.
Il documento regionale interviene anche sulla gestione della rete, prevedendo il completamento di un sistema informativo unico per il settore trasfusionale, collegato alle banche dati delle organizzazioni dei donatori. L’obiettivo è rendere più efficiente la programmazione, migliorare la chiamata dei donatori e sostenere in modo più mirato la raccolta di sangue e plasma.
Preoccupa il calo dei donatori attivi
Accanto al dato positivo sull’autosufficienza, la Regione segnala però una criticità rilevante: nel 2025 il numero dei donatori attivi è diminuito del 30 per cento rispetto all’anno precedente. A questo si aggiunge l’aumento dell’età media di chi dona, con una presenza più debole delle fasce sotto i 35 anni.
Il ricambio generazionale viene considerato uno dei nodi principali da affrontare. Senza un maggiore coinvolgimento dei giovani, la tenuta futura delle scorte potrebbe diventare più fragile, soprattutto nei periodi dell’anno in cui la domanda sanitaria resta alta e le donazioni tendono a rallentare.
Per questo il nuovo piano punta anche a rivedere le modalità di reclutamento e fidelizzazione. Tra le azioni indicate ci sono una migliore organizzazione degli accessi nei punti di raccolta, orari e giornate più flessibili e un’attenzione specifica alla donazione di plasma in aferesi.
Verso una Consulta tecnica permanente
Un ulteriore passaggio riguarda la proposta di istituire la Consulta tecnica permanente per il Sistema trasfusionale regionale. L’organismo, che dovrà essere esaminato dalla Giunta, avrà funzioni di confronto, programmazione condivisa e proposta.
Ne faranno parte rappresentanti del Dipartimento Sanità, dell’Agenzia sanitaria regionale, del Centro regionale Sangue, delle Asl, delle società scientifiche e delle principali realtà del volontariato impegnate nella donazione. La finalità è costruire una sede stabile di coordinamento, capace di seguire l’evoluzione dei bisogni sanitari e di sostenere campagne efficaci in tutto l’Abruzzo, compreso il territorio di Giulianova, Teramo e della costa.

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