La comunità teramana è stata raggiunta da una notizia dolorosa arrivata dalle Marche: un operaio di 33 anni, residente a Teramo, ha perso la vita durante il lavoro in un cantiere a Montefortino, in provincia di Fermo. La vittima si chiamava Youssef, era originaria della Costa d’Avorio e viveva nel capoluogo aprutino, dove negli anni aveva costruito relazioni e un percorso di integrazione seguito anche dalla Caritas locale.
L’incidente si è verificato nella mattinata di ieri in un’area di lavoro collegata alla realizzazione del potabilizzatore del lago di Gerosa. Si tratta di un intervento inserito nel più ampio progetto dell’Anello dei Sibillini, opera gestita da Ciip spa. Il giovane operaio si trovava all’interno del cantiere quando, per cause che dovranno essere accertate dagli inquirenti, è stato coinvolto in una manovra di un mezzo meccanico.
La dinamica al vaglio degli investigatori
Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, il lavoratore era nelle vicinanze di un escavatore condotto da un collega. Durante un movimento del braccio del mezzo, la benna lo avrebbe colpito, proiettandolo contro una struttura del cantiere. L’impatto è stato gravissimo e non gli ha lasciato scampo.
I soccorsi sono stati attivati immediatamente. Sul posto sono arrivati gli operatori sanitari del 118, ma le condizioni dell’operaio sono apparse subito disperate. Nonostante i tentativi di intervento, i traumi riportati si sono rivelati incompatibili con la vita.
Carabinieri sul posto e fascicolo aperto
Nell’area del cantiere sono intervenuti i carabinieri, incaricati di effettuare i rilievi e raccogliere gli elementi utili a chiarire quanto accaduto. La magistratura ha aperto un fascicolo per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e verificare se siano state rispettate tutte le norme previste in materia di sicurezza sul lavoro.
Gli accertamenti riguarderanno, tra gli altri aspetti, l’organizzazione del cantiere, le procedure adottate durante le manovre dei mezzi pesanti e le condizioni operative in cui si trovavano gli addetti al momento dell’incidente. Saranno gli approfondimenti tecnici e le testimonianze a definire eventuali responsabilità.
Il legame con Teramo
La morte di Youssef ha colpito anche Teramo, città nella quale il 33enne viveva da tempo. Era arrivato in Italia nel 2015 e, nel suo percorso di inserimento, aveva trovato un punto di riferimento nella Caritas teramana. Nel capoluogo aveva avviato una nuova fase della propria vita, costruendo rapporti e cercando stabilità attraverso il lavoro.
La tragedia riporta al centro dell’attenzione il tema degli infortuni nei luoghi di lavoro, una questione che continua a coinvolgere territori diversi ma che, in questo caso, tocca da vicino anche la provincia di Teramo. La vicenda resta ora affidata agli accertamenti dell’autorità giudiziaria, mentre resta il dolore per una vita spezzata durante una giornata di lavoro.







