Il futuro del complesso sportivo Le Naiadi di Pescara torna al centro del confronto politico regionale, con ricadute che interessano l’intero movimento natatorio abruzzese, compresi atleti, società e famiglie della provincia di Teramo. A sollevare nuovi rilievi sulla gestione dell’impianto è il consigliere regionale del Partito democratico Antonio Blasioli, che ha chiesto chiarimenti su costi, proroghe, lavori non ancora partiti e tutela del personale.
La questione arriva in un momento delicato: la convenzione in corso è prossima alla scadenza del 30 giugno e martedì 16 giugno l’Aula regionale dovrebbe esaminare un emendamento collegato al progetto di legge 112/2026 sulla Leale collaborazione. Il testo prevede una nuova estensione dell’attuale modello gestionale, con la possibilità di un ulteriore allungamento nel caso in cui non sia ancora operativa la società pubblica pensata per subentrare nella conduzione della struttura.
Proroghe in arrivo per la gestione affidata a Fira
Secondo la ricostruzione illustrata da Blasioli, la gestione delle Naiadi è stata affidata a Fira nel febbraio 2024 come soluzione provvisoria, dopo una fase segnata da chiusure, procedure contestate e affidamenti venuti meno. Quella scelta, inizialmente limitata a sei mesi, è stata poi rinnovata più volte fino all’attuale proroga, valida fino alla fine di giugno.
Il punto contestato dal consigliere regionale riguarda proprio la trasformazione di una misura temporanea in una soluzione di lunga durata. La nuova proroga, questa volta inserita in una norma regionale, consentirebbe di proseguire per altri sei mesi e, con successiva delibera di Giunta, per un ulteriore periodo analogo qualora la società in house non fosse pronta a partire.
Nel frattempo la Regione continua a sostenere costi rilevanti per mantenere aperto il centro sportivo. Blasioli ha indicato una spesa diretta di circa 980mila euro per utenze, manutenzioni e tributi, a cui si aggiungerebbero 900mila euro destinati alla gestione tramite Fira. Una cifra complessiva vicina ai due milioni di euro l’anno, a fronte di un utilizzo che, secondo quanto riferito, resta limitato soprattutto agli utenti tesserati.
Il nodo dei lavoratori e dei contratti
Tra gli aspetti più delicati c’è quello occupazionale. Il personale attualmente impiegato nelle Naiadi sarebbe stato assunto da Fira attraverso contratti di somministrazione. Questa formula, ha ricordato Blasioli, non può essere protratta oltre i ventiquattro mesi: una scadenza che potrebbe creare criticità già all’inizio del prossimo anno, se non verrà individuata una soluzione stabile.
Il consigliere ha annunciato attenzione sul tema, sottolineando anche la necessità di un confronto con le organizzazioni sindacali. La richiesta è di conoscere quali garanzie la Regione intenda mettere in campo per evitare che il passaggio da una gestione provvisoria a una nuova società pubblica lasci scoperti i dipendenti.
La società in house non è ancora operativa
La strada individuata dalla Regione per superare la fase transitoria è la nascita di una società in house dedicata alla gestione dell’impianto. In un primo momento indicata come Abruzzo sport e salute, la società dovrebbe assumere, secondo quanto emerso, la denominazione Abruzzo sport e benessere.
L’iter è stato avviato con la legge regionale di stabilità del 2025, che ha autorizzato la costituzione della nuova realtà e previsto risorse per capitale sociale, spese di avvio e funzionamento negli anni successivi. Nel percorso sono state inserite anche somme per una consulenza finalizzata alla predisposizione degli atti necessari, tra cui piano economico-finanziario, statuto, atto costitutivo e documentazione per il controllo analogo.
Resta però da completare il passaggio politico e amministrativo più importante: l’approvazione degli atti da parte della Giunta e il superamento delle osservazioni sulla sostenibilità economica. Finché la società non sarà effettivamente operativa, la gestione continuerà quindi a poggiare sul sistema delle proroghe.
Efficientamento energetico ancora fermo
Altro capitolo centrale riguarda i lavori di efficientamento energetico, considerati decisivi per ridurre i costi di esercizio delle piscine. Le stime richiamate da Blasioli parlano di un intervento da circa 5,5 milioni di euro, che dovrebbe abbattere la spesa energetica annua dagli attuali 1,1 milioni a circa 167mila euro.
Al momento, tuttavia, non risultano gare avviate né per la progettazione né per l’esecuzione degli interventi. La Regione avrebbe ipotizzato il ricorso a fondi POR FESR, ma il percorso amministrativo non appare ancora definito. Blasioli ha evidenziato anche dubbi sul ruolo di Pescara Energia nella fase progettuale, sostenendo che non vi sarebbero le condizioni tecniche e statutarie per procedere in quella direzione.
Il caso delle Naiadi resta quindi aperto su più fronti: continuità gestionale, futuro dei lavoratori, nascita della società pubblica e lavori strutturali. Una vicenda che, oltre Pescara, riguarda l’impiantistica sportiva regionale e il modo in cui vengono utilizzate risorse pubbliche destinate a servizi frequentati anche da utenti provenienti dalla costa adriatica e dal territorio teramano.

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