A Campli torna al centro del dibattito pubblico la situazione di Castelnuovo, la frazione segnata dalla frana che nel 2017 impose l’allontanamento di numerose famiglie. Il gruppo consiliare di opposizione Svolta, Campli! punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Federico Agostinelli, contestando i tempi dell’intervento destinato alla messa in sicurezza dell’area e del versante Siccagno.

La vicenda riguarda un’opera finanziata con risorse della ricostruzione post sisma per un importo indicato in circa 6,8 milioni di euro. A distanza di anni dall’assegnazione dei fondi, secondo la minoranza, il cantiere non sarebbe ancora partito e la procedura sarebbe rimasta bloccata tra passaggi amministrativi, contestazioni e decisioni interne al Comune.

Il nodo dei fondi per la sicurezza della frazione

Castelnuovo di Campli, nel territorio teramano, attende da tempo un intervento considerato essenziale per ridurre il rischio idrogeologico e tutelare la parte storica dell’abitato. La frana che interessò la zona nel febbraio 2017 ebbe conseguenze pesanti sulla comunità locale, con circa 200 residenti costretti a lasciare le proprie abitazioni per motivi di sicurezza.

Nel 2018 arrivò il finanziamento destinato all’opera, ma, stando alla ricostruzione del gruppo consiliare, l’iter non avrebbe prodotto l’avvio concreto dei lavori. L’opposizione sostiene che il problema non vada ricercato in difficoltà tecniche insormontabili, ma nelle scelte politiche e amministrative compiute negli ultimi anni.

La contestazione sulla gestione del procedimento

Uno dei passaggi più discussi riguarda la decisione, assunta nell’estate 2024, di procedere alla revoca del Responsabile unico del procedimento. La figura rimossa, secondo quanto riferito dall’opposizione, coincideva anche con il responsabile dei lavori pubblici dell’ente ed era quindi un tecnico interno al Comune.

Al suo posto sarebbe stata individuata una figura con profilo legale. Su questo punto Svolta, Campli! solleva dubbi di compatibilità con le regole che disciplinano gli appalti pubblici, richiamando la necessità che, per interventi complessi di natura ingegneristica, il ruolo di RUP sia affidato a competenze tecniche adeguate.

Il gruppo consiliare richiama inoltre un atto della segreteria comunale dell’epoca, nel quale sarebbero state evidenziate criticità sulla revoca, sia per la motivazione del provvedimento sia per il possibile esito di un eventuale contenzioso davanti al giudice del lavoro. Si tratta di elementi che, secondo la minoranza, avrebbero dovuto indurre l’amministrazione a una valutazione più prudente.

Le preoccupazioni dei residenti di Castelnuovo

Nel confronto sulla vicenda è intervenuto più volte anche il comitato Castelnuovo nel cuore, nato dopo l’evento franoso per seguire da vicino le esigenze della frazione. I cittadini avrebbero chiesto di evitare ulteriori rallentamenti e di non disperdere il lavoro tecnico già svolto, ritenendo prioritario arrivare all’apertura del cantiere.

Per la comunità locale il tema non è soltanto amministrativo. La messa in sicurezza riguarda la vivibilità del paese, la tutela delle abitazioni e la prospettiva di recupero di un’area che da anni convive con l’incertezza. Nel territorio di Campli, e più in generale nella provincia di Teramo, il caso viene seguito con attenzione anche per il valore delle risorse pubbliche coinvolte.

Possibili conseguenze economiche per il Comune

Secondo quanto riferito dalla minoranza, la procedura sarebbe oggi in una fase delicata, con lavori non ancora avviati e un rapporto con l’impresa che potrebbe arrivare alla risoluzione contrattuale. Nella nota politica viene citato anche un preavviso inviato alla ditta, indicato come segnale delle difficoltà maturate nel percorso amministrativo.

Un ulteriore capitolo riguarda i costi legali. Il dipendente rimosso dall’incarico avrebbe avanzato una richiesta risarcitoria nei confronti del Comune per una somma indicata in circa 150 mila euro. A questo si aggiungerebbero, sempre secondo Svolta, Campli!, spese già sostenute dall’ente per pareri e difese legali, quantificate complessivamente in diverse decine di migliaia di euro.

La discussione resta quindi aperta su due fronti: da un lato la necessità di sbloccare un intervento atteso da anni a Castelnuovo, dall’altro il confronto politico sulle responsabilità dei ritardi e sulle ricadute economiche per le casse comunali. Per i residenti, tuttavia, la priorità resta una sola: vedere finalmente partire i lavori di consolidamento e sicurezza.

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