Il progetto del quarto lotto della Teramo-Mare torna al centro del confronto istituzionale e civico tra Val Tordino, Roseto degli Abruzzi e Giulianova. Nella fase di approfondimento dell’opera, il Comune di Roseto e il comitato Terra Lieta Val Tordino hanno predisposto nuove osservazioni tecniche, puntando l’attenzione sugli effetti del tracciato nelle aree più delicate dal punto di vista ambientale, agricolo e idraulico.

Il passaggio arriva mentre sul progetto sono stati richiesti ulteriori chiarimenti anche dal Ministero della Cultura, con riferimento alle possibili interferenze con zone sottoposte a tutela e con ambiti di pregio paesaggistico. L’attenzione riguarda in particolare la parte terminale dell’infrastruttura, in direzione del territorio di Giulianova, dove il tema della compatibilità con il contesto naturale resta uno dei nodi principali.

Il Comune di Roseto prepara nuovi contributi tecnici

Il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes, ha confermato l’intenzione dell’amministrazione comunale di depositare ulteriori elementi di valutazione nell’ambito delle integrazioni richieste ad Anas. L’obiettivo è approfondire gli aspetti ritenuti ancora critici, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento dell’opera nel territorio rosetano e nella zona della foce del Tordino.

Secondo il Comune, il progetto necessita di verifiche più puntuali sugli impatti che il nuovo asse viario potrebbe produrre sulle aree agricole, sul paesaggio e sulla sicurezza idraulica. La posizione dell’amministrazione si inserisce in un confronto più ampio che da tempo accompagna la realizzazione del collegamento, considerato strategico per la viabilità provinciale ma contestato in alcuni punti del suo sviluppo.

Le contestazioni del comitato Terra Lieta Val Tordino

Accanto alle osservazioni dell’ente comunale, prosegue l’iniziativa del comitato Terra Lieta Val Tordino, che chiede una revisione delle scelte progettuali. I rappresentanti del gruppo ritengono che alcune aree del territorio siano state tutelate più di altre e segnalano quella che giudicano una differenza di trattamento tra i Comuni interessati dal tracciato.

Tra gli aspetti richiamati dal comitato c’è il caso dei laghetti di Giulianova, per i quali sarebbe stata recepita l’esigenza di evitare l’attraversamento diretto. Una soluzione analoga, secondo i residenti, dovrebbe essere valutata anche per altre zone considerate vulnerabili, dove il passaggio dell’infrastruttura rischierebbe di incidere su fondi agricoli e spazi naturali ancora integri.

La proposta alternativa: utilizzare la viabilità esistente

Fin dalle prime fasi del procedimento, il comitato aveva indicato una possibile strada diversa: intervenire sul potenziamento della viabilità già presente, invece di realizzare un nuovo tracciato con un investimento stimato in 178 milioni di euro. La presidente Daniela De Angelis ha ricordato che, a giudizio dei residenti, esiste già un percorso in grado di ricalcare in larga parte la direttrice prevista dalla nuova opera.

La stessa De Angelis ha evidenziato come l’apertura di una nuova infrastruttura possa comportare la frammentazione di proprietà agricole e la trasformazione di aree con valore ambientale. Il comitato ribadisce inoltre di aver manifestato disponibilità al dialogo, anche attraverso soluzioni che prevedessero l’utilizzo di porzioni di terreni privati lungo la strada esistente, pur di limitare il consumo di suolo e l’impatto sul paesaggio.

Resta aperto il nodo del rischio idraulico

Uno dei punti più sensibili riguarda la foce del Tordino, area già attenzionata per le condizioni idrauliche. Il comitato richiama la classificazione prevista dal Piano stralcio di bacino, che individua in quel tratto situazioni di elevato rischio di esondazione. Per questo motivo viene chiesto che ogni scelta progettuale tenga conto non solo delle esigenze di collegamento stradale, ma anche della sicurezza dei cittadini e della tutela dell’ambiente fluviale.

Il dossier sul quarto lotto della Teramo-Mare resta quindi aperto. Da un lato c’è la necessità di migliorare i collegamenti tra Teramo, la costa e l’area di Giulianova; dall’altro proseguono le richieste di amministratori e cittadini affinché il progetto venga valutato con maggiore attenzione nei punti più fragili del territorio.

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