Nuova fase per piazza Sant’Anna, nel cuore di Teramo, dove l’area archeologica è al centro di un programma di interventi da oltre 3,4 milioni di euro. Il piano punta a migliorare la conservazione dei resti, rendere più agevole la visita e restituire alla città uno spazio di forte valore storico, con ricadute culturali importanti anche per l’intero territorio teramano e per i visitatori della costa, da Giulianova alle località vicine.
Il quadro degli interventi è stato illustrato questa mattina all’Ipogeo, alla presenza dei soggetti istituzionali coinvolti. A seguire l’iter sono la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, il Comune di Teramo e la Fondazione Tercas, che negli ultimi anni hanno lavorato su un percorso comune dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino.
Un sito centrale per la storia di Teramo
L’area di piazza Sant’Anna custodisce testimonianze di grande rilievo, tra cui la domus e i resti dell’antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis. Si tratta di uno dei luoghi più rappresentativi della memoria archeologica urbana, inserito in un contesto che da tempo richiede interventi coordinati per garantire protezione, accessibilità e maggiore leggibilità del sito.
La prospettiva non riguarda soltanto il restauro dei reperti, ma anche il rapporto tra lo spazio archeologico e la città contemporanea. L’obiettivo dichiarato dagli enti coinvolti è quello di rendere l’area più fruibile e integrata nei percorsi culturali del capoluogo, rafforzando l’attrattività di Teramo nel panorama provinciale.
Le risorse disponibili e gli interventi previsti
Il programma si articola su tre canali di finanziamento. Il primo ammonta a 458 mila euro ed è collegato alla Programmazione Straordinaria prevista dalla Legge 190 del 2014. Queste risorse saranno utilizzate per il restauro delle strutture archeologiche e degli elementi decorativi presenti nella domus e nell’area dell’antica cattedrale. La procedura si trova nella fase che precede l’affidamento dei lavori.
La parte economicamente più rilevante riguarda invece un finanziamento da 2,7 milioni di euro, proveniente dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027. In questo caso l’intervento interessa la riqualificazione complessiva del sito, con particolare attenzione alla realizzazione di una nuova copertura dell’area archeologica. La progettazione esecutiva è in corso e prende le mosse dallo studio di fattibilità commissionato nel 2021 dalla Fondazione Tercas, dopo il confronto tra Comune e Soprintendenza.
Un ulteriore stanziamento di 250 mila euro servirà per opere di restauro conservativo, valorizzazione e miglioramento delle modalità di visita. Per questa linea di intervento la progettazione è già conclusa; l’affidamento dei lavori sarà programmato nei prossimi mesi, tenendo conto del coordinamento con gli altri cantieri previsti sull’area.
Nuova copertura e partecipazione dei cittadini
Tra gli aspetti più attesi c’è la futura copertura del sito archeologico, considerata decisiva per proteggere le strutture e allo stesso tempo rendere più ordinata la fruizione pubblica. Nei prossimi giorni saranno pubblicati sul sito della Soprintendenza i primi elaborati del progetto di fattibilità tecnico-economica. La documentazione sarà raggiungibile anche tramite il portale del Comune di Teramo.
I cittadini potranno inviare osservazioni e contributi utili alla successiva fase progettuale. L’amministrazione comunale intende così proseguire sulla strada del coinvolgimento pubblico già sperimentata per altri interventi sul patrimonio storico, tra cui il percorso legato alla rifunzionalizzazione del Teatro Romano.
Valorizzazione culturale per il territorio teramano
Il soprintendente Massimo Sericola ha evidenziato il valore di un lavoro avviato da tempo, orientato non solo alla conservazione del sito ma anche alla sua restituzione alla comunità. Il sindaco Gianguido D’Alberto ha richiamato il ruolo della collaborazione istituzionale e l’importanza dell’area, dove rientra anche la Domus del Leone, oggi visitabile con regolarità grazie all’intesa tra Comune, Soprintendenza e famiglia Savini.
Per Teramo si tratta di un passaggio significativo nella valorizzazione del centro storico. Il recupero di piazza Sant’Anna potrà rafforzare i percorsi culturali cittadini e offrire un ulteriore punto di interesse per residenti, scuole, studiosi e turisti che si muovono tra il capoluogo, Giulianova e le altre località della provincia.

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