Il calcio teramano saluta Paolo Manunza, ex difensore biancorosso ricordato per la sua esperienza con la maglia del Teramo negli anni Ottanta. La sua scomparsa, avvenuta nelle ultime ore all’ospedale Mazzini, riporta alla memoria una stagione del pallone locale fatta di appartenenza, campi difficili e legami forti con la tifoseria.
Manunza aveva 71 anni ed era originario di Cagliari. Da tempo affrontava una malattia che negli ultimi giorni aveva reso necessario il ricovero nella struttura sanitaria teramana. Secondo quanto emerso, era stato portato al Mazzini in due occasioni ravvicinate, fino al decesso che ha colpito quanti lo avevano conosciuto dentro e fuori dall’ambiente sportivo.
Un difensore legato alla storia biancorossa
Il nome di Paolo Manunza resta associato al Teramo degli anni Ottanta, periodo nel quale il club biancorosso rappresentava un punto di riferimento sportivo e identitario per la città e per molti appassionati della provincia. In quegli anni il calcio era vissuto con una dimensione profondamente territoriale: la domenica allo stadio, il rapporto diretto con i giocatori, il senso di comunità attorno alla squadra.
Da difensore, Manunza fece parte di quel mondo calcistico in cui l’impegno e la presenza in campo venivano spesso ricordati quanto i risultati. Per tanti tifosi teramani, i calciatori di quelle stagioni sono rimasti figure familiari, capaci di lasciare un segno anche a distanza di decenni. La notizia della sua morte si inserisce proprio in questo patrimonio di memoria sportiva condivisa.
Dalla Sardegna a Teramo, una vita incrociata con il calcio
Nato a Cagliari, Manunza aveva incrociato il percorso del Teramo in una fase importante della propria carriera calcistica. Il suo arrivo in Abruzzo lo aveva portato a far parte di una piazza passionale, dove la maglia biancorossa ha sempre avuto un valore che va oltre il rettangolo di gioco.
La provenienza sarda e l’esperienza maturata nel calcio lo avevano accompagnato in un ambiente, quello teramano, capace di accogliere e ricordare nel tempo chi ha contribuito alla storia della squadra. Anche per questo la sua scomparsa viene avvertita non solo come un lutto personale, ma come la perdita di un frammento della memoria sportiva cittadina.
Gli ultimi giorni all’ospedale Mazzini
Negli ultimi tempi Manunza combatteva contro una malattia. Le sue condizioni si erano aggravate fino a rendere necessari due ricoveri in pochi giorni all’ospedale Mazzini di Teramo, dove è poi morto. Una fase difficile, affrontata dopo un lungo periodo segnato dalla malattia e dalla volontà di resistere.
La scomparsa dell’ex difensore richiama l’attenzione di una comunità sportiva che, a Teramo come sulla costa teramana e nel resto della provincia, conserva ancora un rapporto molto forte con i protagonisti delle proprie stagioni calcistiche. Il ricordo di Paolo Manunza resta legato a una maglia, a un’epoca e a una città che continua a custodire la propria storia anche attraverso i volti di chi l’ha rappresentata sul campo.







