La trasformazione dell’area di Carapollo entra in una fase decisiva. Il Comune di Teramo ha avviato la procedura di gara per affidare la costruzione del nuovo impianto destinato al trattamento della frazione organica dei rifiuti, un intervento che interessa da vicino l’intero sistema ambientale del capoluogo e, più in generale, della provincia teramana, compresa la costa tra Giulianova, Roseto e i comuni limitrofi.

Il valore dell’appalto per la realizzazione del biodigestore è di circa 30 milioni di euro. La struttura sorgerà nello stesso comparto in cui si trova il vecchio inceneritore, fermo da molti anni e al centro di un più ampio programma di recupero urbano e ambientale.

Offerte entro luglio e possibile cantiere nel 2026

Le imprese interessate avranno tempo fino al 10 luglio per presentare la propria proposta. Dopo la chiusura dei termini, gli uffici procederanno con l’esame delle offerte e con l’aggiudicazione dei lavori. In assenza di ricorsi o rallentamenti amministrativi, l’apertura del cantiere potrebbe avvenire entro la fine del 2026.

Il nuovo impianto sarà basato sulla digestione anaerobica, tecnologia che consente di trattare rifiuti organici e scarti di natura agricola producendo biometano. L’obiettivo indicato nel progetto è rendere più efficiente la gestione del rifiuto umido, riducendo la dipendenza da impianti esterni e puntando a una filiera più sostenibile per il territorio.

Un investimento complessivo da 43 milioni

L’opera rientra in un piano più ampio, dal valore complessivo di circa 43 milioni di euro, portato avanti dall’amministrazione comunale insieme alla TeAm. La copertura economica prevede 28 milioni provenienti dal Pnrr, mentre la restante parte, pari a 15 milioni, deriva da un finanziamento acceso dal Comune con Cassa Depositi e Prestiti.

La riqualificazione di Carapollo non riguarda soltanto il nuovo biodigestore. Il programma comprende anche la rimozione definitiva dell’ex inceneritore, una presenza rimasta per decenni nell’area senza più alcuna funzione operativa. L’impianto, infatti, risulta inattivo dal 1987 e nel tempo è diventato uno dei simboli delle criticità ambientali da superare nel territorio comunale.

Demolizione dell’ex inceneritore già avviata

Parallelamente alla gara per il biodigestore, proseguono le attività legate allo smantellamento della vecchia struttura. Il Comune ha affidato la demolizione a un’impresa della provincia di Taranto attraverso un appalto da circa 4 milioni di euro. Prima dell’abbattimento sono state eseguite le operazioni necessarie alla messa in sicurezza dell’area, passaggio indispensabile per procedere poi con la bonifica.

Secondo il cronoprogramma, questa parte dei lavori dovrebbe concludersi entro settembre. La chiusura della fase di demolizione rappresenterà un passaggio preliminare importante per restituire al sito una nuova funzione e preparare l’area alla successiva realizzazione dell’impianto.

Scadenze Pnrr e proroghe per il biometano

Uno dei nodi principali resta quello dei tempi. Il calendario originario del Pnrr prevedeva la conclusione degli interventi entro giugno 2026, termine che appare ormai superato rispetto all’andamento effettivo della procedura. Tuttavia, recenti misure nazionali hanno introdotto margini di proroga per alcune tipologie di opere, in particolare per gli impianti collegati alla produzione di biometano.

Il progetto di Carapollo potrebbe rientrare in questa casistica, con una possibile nuova scadenza fissata alla metà del 2028. Saranno comunque i passaggi tecnici e amministrativi dei prossimi mesi a definire il percorso effettivo dell’intervento, considerato strategico per la gestione dei rifiuti organici nell’area teramana.

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