Una prima risposta economica è in arrivo per i lavoratori impiegati nelle strutture assistenziali dell’Asp1 della provincia di Teramo, ma la vertenza resta aperta. Le cooperative che gestiscono il personale delle case di riposo provvederanno al versamento del 50% delle retribuzioni arretrate, una misura tampone che riguarda circa 250 addetti tra Teramo, Nereto e Civitella del Tronto.

La comunicazione è arrivata dal commissario straordinario Roberto Canzio, intervenuto per fare il punto su una situazione che coinvolge servizi essenziali per anziani e persone fragili del territorio teramano. Il pagamento parziale rappresenta un alleggerimento immediato per i dipendenti, ma non chiude la fase di incertezza che da settimane pesa su famiglie, operatori e organizzazioni sindacali.

Conti bloccati e pagamenti fermi

Il nodo principale riguarda il blocco dei conti dell’Asp1, scattato a seguito di un pignoramento. Questa condizione impedisce all’ente pubblico di disporre liberamente delle proprie risorse e di procedere con i pagamenti dovuti alle cooperative affidatarie dei servizi. Di conseguenza, anche il saldo degli stipendi ai lavoratori ha subito ritardi e limitazioni.

Secondo quanto spiegato dal commissario, le somme continuano a entrare nelle casse dell’azienda, ma non possono essere utilizzate per effettuare uscite. Una paralisi amministrativa che, nella pratica, rende difficoltosa anche la gestione ordinaria delle strutture. Canzio ha chiarito che l’obbligo diretto del pagamento delle buste paga resta in capo alle cooperative, mentre l’Asp1 deve assicurare le risorse necessarie attraverso il saldo delle fatture maturate.

Proprio il mancato pagamento delle ultime fatture, legato al blocco giudiziario dei conti, ha generato l’attuale cortocircuito. Nonostante il quadro complesso, al momento non sarebbero stati segnalati rischi immediati per la continuità delle attività nelle residenze assistenziali.

Le prossime scadenze per lavoratori e azienda

Il percorso indicato dal commissario prevede un secondo passaggio entro la fine di giugno, quando dovrebbe essere recuperata la parte restante della mensilità arretrata. Nello stesso periodo è prevista anche la retribuzione in scadenza il 20 giugno, altro appuntamento considerato decisivo dai dipendenti.

Un momento centrale sarà poi l’udienza del 7 luglio. In quella data il giudice dovrà esaminare l’opposizione al decreto di pignoramento. Dalla decisione dipenderà la possibilità di rimettere in movimento i conti dell’Asp1 e, quindi, di ristabilire una gestione finanziaria ordinaria.

La vicenda è seguita con attenzione anche lungo la costa teramana e nell’area di Giulianova, dove molte famiglie hanno rapporti diretti o indiretti con il sistema delle strutture socio-assistenziali provinciali. Il tema non riguarda soltanto gli stipendi, ma anche la tenuta di un servizio pubblico considerato essenziale per l’intero territorio.

I sindacati confermano la mobilitazione

Il pagamento del 50% non basta però a fermare la protesta. Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Nursind mantengono lo stato di agitazione e confermano lo sciopero già fissato per il 20 giugno. Per le sigle sindacali, la corresponsione parziale delle retribuzioni non può essere considerata una soluzione adeguata, soprattutto mentre i lavoratori devono affrontare scadenze familiari e personali che non possono essere dimezzate.

Le organizzazioni ricordano inoltre che, oltre alla mensilità arretrata, si avvicinano altri obblighi economici, compresi lo stipendio successivo e la quattordicesima. La richiesta resta quindi quella del pagamento completo di quanto dovuto, accompagnato da garanzie sulla stabilità futura delle strutture.

I rappresentanti dei lavoratori chiedono un intervento non più rinviabile alla Regione Abruzzo e agli enti locali, affinché la crisi dell’Asp1 venga affrontata con misure strutturali. La preoccupazione riguarda sia la tutela occupazionale sia la qualità dell’assistenza nelle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto.

Una vertenza che coinvolge tutto il Teramano

La partita dell’Asp1 si inserisce in un quadro delicato per il welfare provinciale. Le strutture interessate svolgono un ruolo importante per numerosi Comuni del Teramano e accolgono persone che necessitano di continuità assistenziale. Per questo, la vertenza viene osservata non solo come una questione salariale, ma anche come un banco di prova per la capacità delle istituzioni di garantire servizi stabili e sostenibili.

In attesa dell’udienza di luglio e dei pagamenti annunciati per giugno, i lavoratori restano in allerta. Se non arriveranno risposte considerate concrete, il 20 giugno la protesta entrerà nella fase dello sciopero, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione pubblica stipendi, diritti e futuro delle residenze assistenziali del territorio.

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