Il tema degli organici scolastici torna al centro del confronto regionale a pochi giorni dalla chiusura dell’anno didattico. La Cisl Scuola Abruzzo Molise sollecita un intervento politico per trasformare in assunzioni stabili i posti rimasti senza titolare dopo le operazioni di mobilità del personale docente. La richiesta riguarda 577 cattedre vacanti, un numero che per il sindacato rappresenta una base concreta da cui partire per ridurre il ricorso alle supplenze e garantire maggiore continuità agli studenti.
La questione interessa anche le scuole della provincia di Teramo e della costa, da Giulianova a Roseto, Tortoreto, Alba Adriatica e agli altri centri del territorio, dove ogni anno famiglie, dirigenti scolastici e insegnanti fanno i conti con cambi di docenti, nomine temporanee e ritardi nella definizione degli organici. La richiesta avanzata dalla Cisl punta a coinvolgere i rappresentanti istituzionali abruzzesi affinché il tema venga portato all’attenzione del Parlamento e del Governo.
Posti vacanti e continuità nelle classi
Secondo il sindacato, i posti disponibili dopo la mobilità dovrebbero essere utilizzati per immissioni in ruolo, così da offrire una prospettiva a insegnanti che lavorano da anni con contratti a termine. La stabilizzazione, viene evidenziato, non avrebbe soltanto un impatto occupazionale, ma inciderebbe direttamente sull’organizzazione delle lezioni e sulla qualità del percorso scolastico degli alunni.
La continuità didattica è uno dei nodi più sentiti dalle comunità scolastiche locali. Nei plessi del Teramano, come nel resto della regione, la presenza di personale stabile consente di programmare meglio le attività, seguire con maggiore coerenza i percorsi individuali degli studenti e ridurre le difficoltà che si presentano a ogni avvio d’anno scolastico quando molte cattedre vengono coperte attraverso supplenze.
Il nodo del sostegno nelle scuole abruzzesi
Una parte rilevante della posizione della Cisl Scuola Abruzzo Molise riguarda gli insegnanti di sostegno. La segretaria generale Elisabetta Merico ha richiamato l’attenzione su una distanza, giudicata molto ampia, tra i posti effettivamente utilizzati nelle scuole e quelli considerati vacanti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Per l’anno scolastico in fase di conclusione, in Abruzzo l’Ufficio Scolastico Regionale ha autorizzato oltre 4.000 posti di sostegno, pari a una quota significativa dell’organico complessivo. A fronte di questo dato, il Ministero avrebbe indicato come vacanti soltanto 88 posti. Per il sindacato si tratta di una lettura che non riflette il fabbisogno reale degli istituti e che rischia di mantenere in vita un sistema fondato su incarichi annuali ripetuti nel tempo.
Il sostegno rappresenta un servizio essenziale per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Proprio per questo, sostiene la Cisl, la reiterazione di contratti a tempo determinato sugli stessi posti non può essere considerata una soluzione strutturale. In molti casi gli insegnanti vengono richiamati anno dopo anno su esigenze che non sono episodiche, ma stabilmente presenti nell’organizzazione scolastica.
La richiesta alla politica regionale
La Cisl chiede quindi che la stabilizzazione non si limiti ai 577 posti riconosciuti come disponibili, ma che si apra una valutazione più ampia anche sui posti di sostegno utilizzati in modo continuativo nelle scuole abruzzesi. La possibilità concessa alle famiglie di chiedere la conferma del docente di sostegno per l’anno successivo viene considerata insufficiente a risolvere il problema, perché non elimina la precarietà del rapporto di lavoro e non assicura una risposta definitiva al bisogno di continuità.
Il sindacato richiama inoltre il tema del contenzioso legato all’abuso dei contratti a termine. Ogni anno numerosi docenti si rivolgono agli uffici sindacali per valutare azioni legali connesse alla mancata stabilizzazione, con possibili risarcimenti e costi per l’amministrazione. Per la Cisl, una programmazione più aderente alle necessità reali delle scuole ridurrebbe il precariato e permetterebbe di rafforzare il servizio scolastico anche nei territori, compresa l’area teramana.
La partita degli organici resta dunque aperta in vista del prossimo anno scolastico. Per le comunità locali, da Giulianova all’entroterra, il tema non riguarda soltanto i numeri del personale, ma la capacità della scuola pubblica di garantire stabilità, inclusione e percorsi educativi meno frammentati.

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