La provincia di Teramo entra nella fase decisiva di uno dei riconoscimenti letterari più seguiti in Italia. Alcide Pierantozzi, scrittore che vive a Colonnella, è tra i sei finalisti del Premio Strega 2026 con il romanzo Lo sbilico, pubblicato da Einaudi. Una presenza che porta l’attenzione nazionale anche su un angolo della Val Vibrata, territorio che l’autore ha scelto come luogo di vita e di scrittura.

Il libro è arrivato nella selezione finale dopo essere stato presentato al premio da Donatella Di Pietrantonio, autrice abruzzese tra le voci più riconosciute della narrativa contemporanea. Per Pierantozzi si tratta di un momento particolarmente significativo: Lo sbilico figura infatti anche tra le opere finaliste del Premio Campiello, confermando un interesse ampio da parte del mondo culturale e della critica.

Un romanzo nato ai margini dell’equilibrio

Il cuore dell’opera è un racconto che attraversa la fragilità psichica, le ossessioni, la percezione alterata della realtà e il rapporto complesso con la cura. Pierantozzi costruisce una narrazione in cui il protagonista, Alcide, convive con diagnosi, farmaci, paure e momenti di disorientamento, cercando nelle parole un modo per mettere ordine dove l’ordine sembra non esistere più.

La storia si muove tra presente e memoria. Da una parte c’è la quotidianità in Abruzzo, fatta di giornate sospese, luoghi abituali, palestra, spiaggia, biblioteca e vita domestica con la madre. Dall’altra emergono i ricordi di Milano e dell’infanzia, con figure familiari, animali di campagna, biciclette e frammenti di un tempo precedente al malessere adulto. Il risultato è un libro che non affronta il disagio mentale dall’esterno, ma tenta di restituirne il movimento interno, con una scrittura intensa e diretta.

La Val Vibrata sullo sfondo della narrativa nazionale

Per i lettori del Teramano, la candidatura di Pierantozzi ha anche un valore territoriale. Colonnella, comune della Val Vibrata a pochi chilometri dalla costa teramana e dal confine marchigiano, diventa parte del percorso pubblico di un’opera che sta trovando spazio nei principali premi letterari italiani. Non si tratta di un libro di ambientazione turistica o descrittiva, ma il riferimento a una cittadina abruzzese contribuisce a collocare la vicenda in un paesaggio riconoscibile, fatto di province, abitudini, silenzi e ripetizioni quotidiane.

In un’area che guarda spesso alla cronaca, all’economia locale e alla stagione balneare, la notizia segna un passaggio importante anche per la vita culturale del territorio. La presenza di uno scrittore residente nella provincia di Teramo nella sestina dello Strega consente a Colonnella e alla Val Vibrata di essere citate in un contesto nazionale legato alla letteratura, alla discussione pubblica sui libri e ai temi della salute mentale.

Il ruolo di Donatella Di Pietrantonio

A proporre Lo sbilico al Premio Strega è stata Donatella Di Pietrantonio, scrittrice abruzzese che negli ultimi anni ha contribuito in modo rilevante alla visibilità della narrativa legata, direttamente o indirettamente, alla regione. La sua indicazione ha accompagnato il romanzo di Pierantozzi in un percorso che ora entra nella fase più osservata del premio.

Il legame tra due autori abruzzesi, seppure con storie e percorsi differenti, aggiunge un ulteriore elemento di interesse per il pubblico locale. L’Abruzzo letterario, spesso raccontato attraverso paesi interni, famiglie, distanze e ritorni, trova in questa candidatura un’altra occasione per confrontarsi con temi contemporanei e universali.

Un tema che parla oltre la pagina

Lo sbilico affronta la malattia mentale senza ridurla a semplice tema narrativo. Il romanzo racconta l’alienazione, la medicalizzazione, la solitudine e il bisogno di trovare parole esatte per definire ciò che spesso resta confuso o indicibile. Proprio questa ricerca linguistica è uno degli elementi centrali del libro: nominare il disagio diventa un tentativo di resistenza, ma anche una forma di conoscenza.

La finale del Premio Strega 2026 conferisce ora al romanzo una visibilità più ampia. Per Alcide Pierantozzi e per il territorio teramano che lo ospita, l’approdo tra i finalisti rappresenta un riconoscimento culturale di primo piano, destinato a far discutere lettori, biblioteche, circoli letterari e appassionati anche tra Giulianova, la costa teramana e la Val Vibrata.

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