Proseguono a Teramo gli accertamenti sulla morte del giovane detenuto trovato senza vita nella casa circondariale di Castrogno. L’esame autoptico, disposto nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura, ha fornito un primo quadro medico-legale: non sarebbero emersi elementi riconducibili a un decesso causato da violenza né indicazioni immediate di patologie cardiache.
La vicenda resta comunque al centro degli approfondimenti degli inquirenti, perché dovranno essere completati ulteriori esami di laboratorio prima di arrivare a una ricostruzione definitiva delle cause della morte. Il caso interessa da vicino il territorio teramano, anche per le verifiche in corso all’interno della struttura penitenziaria di Castrogno.
Autopsia eseguita all’ospedale Mazzini di Teramo
L’accertamento medico-legale è stato effettuato all’ospedale Mazzini di Teramo dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio, nominato dalla pubblico ministero Silvia Scamurra. L’incarico rientra nel fascicolo aperto per chiarire ogni aspetto del decesso del detenuto, un 25enne di nazionalità egiziana.
Le prime risultanze dell’autopsia sembrano escludere lesioni compatibili con un’aggressione o con una morte violenta. Allo stesso modo, non sarebbero state individuate evidenze tali da indicare un problema cardiaco come causa immediata del decesso. Si tratta, tuttavia, di valutazioni iniziali, che dovranno essere integrate con gli esiti degli accertamenti specialistici ancora in corso.
Attesa per gli esami tossicologici e istologici
Il passaggio ritenuto decisivo riguarda ora le analisi istologiche e tossicologiche. Gli esami dovranno verificare se nell’organismo del giovane fossero presenti sostanze in grado di spiegare il malore fatale o comunque elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.
Particolare attenzione viene riservata anche a quanto riferito nelle prime fasi successive al ritrovamento del corpo, quando nella cella sarebbe stato avvertito un intenso odore di gas. Proprio per questo motivo gli investigatori stanno approfondendo anche le condizioni dell’ambiente in cui il detenuto si trovava e il funzionamento della bomboletta di gas presente nella stanza.
Le verifiche nella cella di Castrogno
Il giovane era stato rinvenuto privo di vita domenica 31 maggio all’interno della sua cella nel carcere teramano. Dopo l’accaduto, nella struttura si era registrata una protesta da parte di alcuni detenuti, poi rientrata senza ulteriori conseguenze segnalate.
Gli accertamenti non si limitano dunque al profilo sanitario. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ore precedenti alla morte, le condizioni della cella e ogni possibile elemento collegato alla presenza del gas. Solo l’insieme dei riscontri tecnici potrà consentire di definire con maggiore precisione cosa sia avvenuto all’interno della casa circondariale.
Il detenuto era a Teramo da circa un anno
Secondo quanto emerso, il 25enne si trovava nel carcere di Castrogno da circa un anno, dopo essere stato trasferito da un istituto penitenziario del Lazio. Stava scontando una condanna per rapina.
La Procura di Teramo mantiene aperti gli approfondimenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda. I risultati degli esami ancora pendenti saranno determinanti per completare il quadro investigativo e fornire una risposta sulle cause del decesso.







