La possibile realizzazione dell’impianto di coincenerimento a Casoli di Atri torna al centro del confronto istituzionale regionale. La Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo ha affrontato nuovamente il dossier, ascoltando i rappresentanti dei Comuni coinvolti e ricostruendo lo stato dell’iter amministrativo e giudiziario legato al progetto proposto da Ndt Energy srl.

Il tema interessa da vicino non solo Atri, ma anche una parte significativa della costa teramana, con ricadute avvertite dalle comunità di Pineto e Roseto degli Abruzzi. Per questo la vicenda continua a essere seguita con attenzione anche nel territorio giuliese e nell’area del medio Adriatico teramano, dove ambiente, salute pubblica e sviluppo produttivo restano questioni centrali nel dibattito locale.

Il progetto previsto nell’area di Casoli

L’intervento riguarda un impianto destinato al trattamento tramite combustione di residui derivanti dalle attività produttive dello stabilimento Neodecortech S.p.A. La proposta, avanzata da Ndt Energy srl, ha già ottenuto un’autorizzazione dalla Regione Abruzzo, ma il percorso non si è chiuso sul piano amministrativo e giudiziario.

La Commissione di Vigilanza, presieduta da Sandro Mariani, ha ripreso in esame la questione su richiesta del consigliere Alessio Monaco. L’obiettivo della seduta è stato soprattutto quello di raccogliere elementi dai territori direttamente interessati, dando spazio alle posizioni espresse dai sindaci e alle preoccupazioni avanzate nel corso degli ultimi mesi da amministrazioni e cittadini.

Le amministrazioni locali confermano il no

I Comuni di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi hanno mantenuto una linea di contrarietà all’opera. La posizione delle amministrazioni si fonda sulla valutazione di una possibile incompatibilità dell’impianto con le caratteristiche ambientali e urbanistiche dell’area. Secondo i sindaci, l’insediamento rischierebbe di incidere in modo significativo su un territorio già sottoposto a forti pressioni.

Nel corso dell’audizione è intervenuto anche il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, che ha ribadito il percorso seguito dal Comune: opposizione in conferenza dei servizi e successivo ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale. La posizione dell’ente, ha spiegato il primo cittadino, non nasce da un contrasto pregiudiziale verso la presenza industriale, ma dalla necessità di anteporre le garanzie per la salute pubblica e la sicurezza dei residenti.

Attesa per il pronunciamento del TAR

Il contenzioso è ora all’attenzione del TAR Abruzzo. I ricorsi sono stati promossi dal Comitato Voci di Territorio e sostenuti dalle amministrazioni comunali coinvolte. Il tribunale amministrativo ha già chiesto alla Regione Abruzzo integrazioni e chiarimenti, passaggio che precede la decisione sulla legittimità degli atti contestati.

In questa fase, dunque, la vicenda resta aperta. Da un lato c’è l’autorizzazione regionale già rilasciata, dall’altro il fronte dei ricorsi e delle richieste di approfondimento su aspetti ritenuti decisivi dagli enti locali. La Commissione di Vigilanza non ha un ruolo decisionale diretto sull’autorizzazione, ma svolge un’attività di ascolto e verifica istituzionale, utile a mantenere alta l’attenzione politica su un tema che coinvolge più comunità della provincia di Teramo.

Salute pubblica e fragilità del territorio al centro del confronto

Tra gli elementi richiamati dal Comune di Atri c’è la particolare delicatezza dell’area della Stracca, indicata come una zona già segnata da criticità ambientali. Il sindaco ha inoltre ricordato un recente incendio che ha interessato un’azienda con strutture contenenti amianto, episodio che ha ulteriormente rafforzato la richiesta di verifiche puntuali e di massima cautela.

Il confronto regionale proseguirà ora in attesa degli sviluppi davanti al TAR. Per le amministrazioni della fascia collinare e costiera teramana, la priorità resta ottenere risposte tecniche complete sugli effetti dell’impianto e sulle possibili ricadute per i cittadini. Una questione che, per posizione geografica e impatto percepito, continua a riguardare l’intero comprensorio tra Atri, Pineto, Roseto e la costa teramana.

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