Il bilancio 2025 di Aca S.p.A. si chiude con numeri in aumento e con un piano di interventi che conferma il peso del servizio idrico nel quadro delle infrastrutture abruzzesi. L’approvazione è arrivata dall’Assemblea dei sindaci, riunita nei giorni scorsi, al termine dell’esame dei risultati economici, finanziari e operativi della società.
Per i lettori di Giulianova, della costa teramana e più in generale della provincia di Teramo, il tema resta di interesse anche alla luce del confronto regionale sulla futura organizzazione della gestione dell’acqua pubblica, un settore che incide direttamente su Comuni, cittadini, attività produttive e programmazione degli investimenti.
Utile oltre 6,5 milioni e ricavi in aumento
Il risultato netto dell’esercizio 2025 è pari a 6.537.822 euro, quasi il doppio rispetto ai 3,69 milioni registrati nell’anno precedente. In crescita anche i principali parametri industriali: il margine operativo lordo raggiunge 22.968.852 euro, mentre il risultato operativo netto arriva a 8.812.072 euro.
La società segnala inoltre un incremento dei ricavi da vendite e prestazioni, che si attestano a 73.862.919 euro. Sul dato incide anche l’applicazione del metodo tariffario idrico MTI-4. Il patrimonio netto sale a 152.371.291 euro, contro i circa 145,8 milioni dell’esercizio precedente, elemento che indica un rafforzamento della struttura patrimoniale.
Opere per oltre 28 milioni nel corso dell’anno
Accanto ai dati contabili, il 2025 è stato caratterizzato da un programma di investimenti superiore a 28 milioni di euro. Le risorse sono state destinate al miglioramento delle reti idriche e fognarie, agli impianti di depurazione e a interventi considerati strategici per rendere più solido il sistema acquedottistico.
Tra gli obiettivi indicati figurano la riduzione delle criticità legate ai cambiamenti climatici, una maggiore continuità del servizio e una migliore capacità di risposta in caso di emergenze o carenze idriche. Le manutenzioni su reti e impianti hanno superato complessivamente i 7,8 milioni di euro, mentre la gestione della depurazione ha comportato costi per circa 6,7 milioni.
PNRR, qualità tecnica e gestione finanziaria
Un capitolo rilevante riguarda i fondi del PNRR, che per Aca valgono nel complesso circa 48,7 milioni di euro. Si tratta di risorse destinate ad accelerare l’ammodernamento delle infrastrutture e ad aumentare la qualità del servizio, con effetti attesi sulla riduzione delle perdite, sulla tenuta delle reti e sull’efficienza degli impianti.
Gli indicatori tecnici monitorati da ARERA mostrano progressi in diversi ambiti, dalla resilienza idrica alla diminuzione delle interruzioni, fino alla gestione dei fanghi di depurazione e all’adeguamento del sistema fognario. La società evidenzia anche un miglioramento della liquidità, con maggiori interessi attivi sui depositi bancari e una riduzione degli oneri finanziari.
Nel corso dell’anno è stato inoltre effettuato un primo utilizzo da 5 milioni di euro del finanziamento sottoscritto con la Banca Europea per gli Investimenti, pensato per sostenere il piano di sviluppo infrastrutturale. Sul piano amministrativo è stata completata anche un’operazione di cancellazione di crediti ritenuti non più recuperabili per oltre 7,4 milioni di euro, con l’obiettivo di rendere più chiara la situazione contabile.
La posizione della governance sulla riforma idrica
La presidente Giovanna Brandelli ha collegato i risultati del bilancio a un percorso di risanamento, investimenti e miglioramento del servizio, sottolineando il ruolo pubblico e industriale della società nel nuovo scenario regionale. Nel confronto sulla riforma del servizio idrico, Aca valuta positivamente l’ipotesi di una possibile organizzazione basata su due gestori, ritenuta una soluzione intermedia tra l’attuale frammentazione e un unico soggetto regionale.
Il direttore generale Marco Santedicola ha posto l’accento sulla programmazione, sul controllo dei costi e sull’accelerazione degli interventi sulle infrastrutture. Secondo la direzione, la società dispone oggi di basi più solide per affrontare temi come transizione ecologica, resilienza delle reti e possibili aggregazioni territoriali.
La prospettiva indicata dalla governance è quella di proseguire nel rafforzamento economico e industriale, lavorando anche alla continuità del servizio oltre la scadenza della concessione prevista nel 2027.

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