La vicenda della Gran Sasso Teramano torna al centro del confronto politico a Fano Adriano, con riflessi che interessano più in generale l’area montana della provincia di Teramo. Il consigliere comunale Fabio Capolla ha espresso il proprio sostegno alla posizione assunta dal sindaco Servi, favorevole alla richiesta di fallimento della società legata alle prospettive di Prato Selva.
Per Capolla, la scelta del primo cittadino rappresenta un passaggio necessario per provare a superare una fase considerata ormai bloccata. Al centro del ragionamento c’è il futuro della località montana, da tempo indicata come una delle realtà da rilanciare nell’ambito del turismo dell’entroterra teramano.
Una decisione letta come punto di ripartenza
Il consigliere comunale interpreta l’iniziativa del sindaco non come un atto puramente formale, ma come il tentativo di aprire un percorso diverso rispetto al passato. Secondo Capolla, negli anni sarebbe mancata una visione economica capace di dare continuità e prospettive concrete a Prato Selva, con conseguenze sullo sviluppo della zona e sulla capacità di attrarre investimenti, presenze turistiche e iniziative stabili.
La richiesta di fallimento della Gran Sasso Teramano viene quindi presentata, nella lettura politica del consigliere, come uno snodo per voltare pagina. L’obiettivo indicato è quello di uscire da una situazione percepita come ferma e di creare le condizioni per un nuovo assetto, più chiaro e orientato alla valorizzazione del territorio.
Prato Selva e il tema del rilancio della montagna teramana
La questione non riguarda soltanto Fano Adriano. Prato Selva, per la sua collocazione e per il ruolo che può avere nel turismo naturalistico e montano, resta un tema seguito anche fuori dal comune, in particolare da chi guarda alle opportunità di sviluppo dell’intero comprensorio teramano. Dalla costa, compresa Giulianova, l’entroterra rappresenta una componente importante dell’offerta territoriale, soprattutto in un’ottica di collegamento tra mare, colline e montagna.
Il dibattito sulla Gran Sasso Teramano si inserisce dunque in una discussione più ampia: come rendere nuovamente attrattive alcune aree interne, quali strumenti usare per sbloccare situazioni rimaste irrisolte e in che modo costruire una strategia sostenibile per le comunità montane. Capolla, nel sostenere Servi, richiama proprio la necessità di una fase nuova, fondata su decisioni ritenute più concrete rispetto al passato.
Il sostegno politico al sindaco Servi
La presa di posizione del consigliere comunale rafforza pubblicamente la linea del sindaco di Fano Adriano. Capolla considera l’iniziativa una scelta utile per mettere ordine e per consentire al territorio di guardare avanti, evitando che la vicenda continui a pesare sulle prospettive di Prato Selva.
Resta ora da capire quali saranno i passaggi successivi e quali scenari potranno aprirsi per la località. La richiesta di fallimento, al di là degli aspetti procedurali, viene letta dal consigliere come un momento di discontinuità. Il nodo principale rimane quello di trasformare una fase complessa in un’occasione di ripartenza per Fano Adriano e per una parte significativa della montagna teramana.

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