Silvi ha dedicato la Giornata della Legalità a un confronto pubblico con il magistrato Catello Maresca, in un appuntamento rivolto in particolare agli studenti ma aperto anche alle istituzioni e alla cittadinanza. L’iniziativa, organizzata in occasione del 23 maggio, ha riportato al centro dell’attenzione il valore della memoria civile e il ruolo quotidiano di ciascuno nella difesa delle regole democratiche.
La data richiama la strage di Capaci e il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta. A Silvi, sulla costa teramana, la ricorrenza è diventata occasione per parlare non soltanto del passato, ma anche delle responsabilità del presente: scuola, comunità locali e amministratori sono stati coinvolti in un percorso di riflessione sul contrasto alle mafie e sulla costruzione di una cultura della giustizia.
Studenti e cittadini a confronto sui valori civili
Al centro della mattinata c’è stato il dialogo con i ragazzi, chiamati a misurarsi con temi spesso percepiti come lontani ma che, come è stato ricordato durante l’incontro, riguardano da vicino ogni comunità. Legalità, rispetto delle norme, fiducia nelle istituzioni e partecipazione sono stati affrontati con un linguaggio diretto, pensato per avvicinare soprattutto le nuove generazioni.
L’appuntamento è stato promosso dall’amministrazione comunale di Silvi insieme a U.N.I.C.A., Unione Nazionale Italiana Cultura Antimafia. La collaborazione ha avuto l’obiettivo di offrire al territorio un momento educativo e pubblico, capace di unire memoria, conoscenza e impegno. In platea erano presenti studenti, rappresentanti istituzionali e cittadini interessati ad approfondire il tema della prevenzione culturale contro la criminalità organizzata.
Il messaggio di Maresca alle nuove generazioni
Nel suo intervento Catello Maresca ha insistito sull’importanza del contributo dei giovani nella vita civile. Il magistrato ha richiamato le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come esempi di coraggio, metodo e servizio allo Stato, sottolineando come la legalità non sia un concetto astratto ma una scelta che si rinnova nelle azioni di ogni giorno.
Il confronto ha permesso agli studenti di rivolgere domande su giustizia, mafie e responsabilità individuale. Dalle risposte è emersa l’idea di una legalità costruita attraverso comportamenti concreti: rispettare le regole, non voltarsi dall’altra parte, riconoscere il valore delle istituzioni e partecipare alla vita della propria comunità. Un messaggio particolarmente significativo per un territorio, quello teramano, dove la scuola rappresenta spesso il primo presidio di educazione civica.
Presentato il volume dedicato a Giovanni Falcone
La presenza di Maresca è stata anche legata alla presentazione del suo libro Il genio di Giovanni Falcone, volume nel quale il magistrato approfondisce la figura del giudice palermitano e il contributo innovativo dato alle indagini antimafia. Il testo ripercorre l’intuizione investigativa, il rigore professionale e l’eredità morale di Falcone, proponendo una lettura che guarda alla sua opera come a un patrimonio ancora attuale.
La presentazione del libro ha offerto un ulteriore spunto per parlare di metodo, studio e senso dello Stato. Falcone è stato ricordato non solo come simbolo della lotta alla mafia, ma anche come uomo delle istituzioni capace di trasformare la conoscenza dei fenomeni criminali in strumenti concreti di contrasto. Un esempio che, nel corso dell’incontro, è stato collegato alla necessità di formare cittadini consapevoli e attenti.
Una giornata di memoria per il territorio teramano
Le autorità locali hanno evidenziato il valore formativo dell’iniziativa, rimarcando l’importanza di portare nelle scuole e negli spazi pubblici momenti di confronto su temi che riguardano la convivenza civile. Per Silvi e per l’area della costa teramana, la Giornata della Legalità ha rappresentato un’occasione per rafforzare il legame tra istituzioni, giovani e cittadini.
L’appuntamento si è concluso con un richiamo alla responsabilità personale: la memoria delle vittime delle mafie, è stato sottolineato, resta viva se diventa impegno quotidiano. Un principio che riguarda le grandi battaglie dello Stato, ma anche le scelte semplici e concrete che ogni comunità compie nel proprio territorio.







