Il percorso verso la XXIX edizione del Premio Nazionale di Letteratura naturalistica Parco Majella entra nella fase decisiva. La giuria tecnica ha individuato le opere finaliste che concorreranno all’assegnazione dei riconoscimenti 2026, in un appuntamento culturale che richiama ogni anno autori, studiosi e lettori interessati ai temi dell’ambiente, del paesaggio e del rapporto tra uomo e natura. Per chi da Giulianova, dalla costa teramana e dal resto d’Abruzzo segue le iniziative letterarie regionali, il Premio rappresenta uno degli eventi più riconoscibili legati alla scrittura naturalistica.
La selezione è stata definita dopo il lavoro di valutazione condotto dalla giuria tecnica, coordinata dal presidente del Premio e dell’associazione Alle Falde della Majella, Antonio Di Marco, insieme al direttore artistico Marco Presutti. La rosa dei titoli scelti riguarda le tre sezioni principali: narrativa, poesia e saggistica.
Appuntamento ad Abbateggio il 17 e 18 luglio
Il momento pubblico dedicato agli autori finalisti è previsto venerdì 17 luglio 2026 ad Abbateggio. Nel corso dell’incontro, i giurati potranno confrontarsi direttamente con gli scrittori, ponendo domande e approfondendo contenuti, impostazione e prospettive delle opere in concorso.
Al termine della giornata verranno espresse le preferenze attraverso schede custodite in urne sigillate. Lo scrutinio è programmato per la mattinata di sabato 18 luglio. La cerimonia conclusiva, con la proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi speciali, si svolgerà nella serata dello stesso giorno, dalle ore 20, sempre nel borgo pescarese ai piedi della Majella.
Le opere in gara nella narrativa
Per la sezione narrativa sono stati selezionati cinque titoli. In finale figurano Massimo Zamboni con Pregate per Ea, pubblicato da Giulio Einaudi Editore; Fiammetta Palpati con La casa delle orfane bianche, Laurana Editore; Cecilia Rita con Mantide, NN Editore; Saverio Gangemi con Calùra, Rubbettino Editore; Georgi Gospodinov con Il giardiniere e la morte, edito da Voland.
La cinquina conferma l’attenzione del Premio verso opere capaci di intrecciare racconto, sensibilità ambientale e riflessione sul mondo contemporaneo, mantenendo al centro la relazione tra luoghi, comunità e trasformazioni del presente.
Poesia e saggistica tra natura e paesaggio
Nella sezione poesia concorrono Hannimari Heino con Cicli. Un erbario, Editoriale Le Lettere; Luigi Natale con Neve. Vento. Sassi, Molesini Editore; Valeria Di Felice con Il giallo del semaforo, Società Editrice Fiorentina; Roberto Cescon con Natura, Stampa2009; Francesca Matteoni con Appunti dal parco, Vydia Editore.
Per la saggistica sono invece arrivati in finale Niccolò Scaffai con Sotto l’inesauribile superficie delle cose, Aboca Edizioni; Roberta Biasillo con Storia globale dell’ambiente, Carocci Editore; Corrado Fizzarotti con Continuità. Ripensare la nostra relazione con il non-umano, Mimesis Edizioni; Angelo Tartabini con C’era una volta il paesaggio. Uomini e animali nella crisi globale, Robin Edizioni; Giuseppe Sabella con La grande transizione del capitalismo, Rubbettino Editore.
Una giuria tecnica per la scelta dei vincitori
La giuria 2026 è composta da Claudio Amicantonio, Marzio Maria Cimini, Silvia Elena Di Donato, Enzo Fimiani, Ilaria Filograsso, Francesca Guazzelli, Alfredo Mazzoni, Peppe Millanta e Pierluigi Ortolano. A loro spetterà il compito di arrivare alla decisione finale dopo il confronto con gli autori e la successiva votazione.
Il Premio si avvicina intanto al traguardo dei trent’anni, che sarà raggiunto con la prossima edizione. Nato per valorizzare la letteratura naturalistica e la sensibilità verso l’ambiente, continua a proporre un dialogo tra cultura, territorio e temi ecologici, oggi sempre più presenti anche nel dibattito sociale ed economico.

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