Il Pescara è al lavoro per individuare la guida tecnica della prossima stagione e, tra i profili valutati, sarebbe tornato d’attualità anche quello di Guido Pagliuca. Il nome dell’allenatore toscano, cinquantenne originario di Cecina, circola nelle ultime ore nell’ambiente biancazzurro come possibile soluzione per una panchina destinata a cambiare volto.

La questione interessa da vicino il calcio abruzzese e viene seguita anche lungo la costa teramana, dove non mancano tifosi e appassionati attenti alle vicende del club adriatico. Dopo una stagione complicata, la scelta del nuovo allenatore rappresenta uno dei primi passaggi per definire il percorso tecnico del Pescara.

Pagliuca, un profilo costruito tra gavetta e risultati

Pagliuca ha alle spalle un percorso iniziato lontano dai riflettori, con esperienze maturate nelle categorie inferiori e nelle giovanili. Dopo i primi passi a Cecina, ha ottenuto una promozione significativa con il Borgo a Buggiano, portando la squadra tra i professionisti. Successivamente ha lavorato con la Lucchese, club con cui ha centrato il salto in Lega Pro, e ha proseguito la propria crescita attraverso altre esperienze in Serie D e Serie C.

Nel suo curriculum figurano anche le panchine di Imolese, Real Forte, Ghivizzano, Pianese, Siena e Lucchese. Una carriera caratterizzata da continuità, conoscenza delle categorie e capacità di valorizzare gruppi giovani, elementi che potrebbero rientrare nelle valutazioni della dirigenza pescarese.

La svolta con la Juve Stabia

Il passaggio che ha dato maggiore visibilità al tecnico è arrivato con la Juve Stabia. Chiamato nell’estate 2023, Pagliuca ha guidato la formazione campana a una promozione in Serie B conquistata con largo margine sulle inseguitrici. Un risultato arrivato attraverso un’organizzazione di gioco riconoscibile e una rosa nella quale hanno trovato spazio diversi calciatori giovani.

Nella stagione successiva, sempre con la Juve Stabia, il cammino si è fermato in semifinale play off contro la Cremonese, poi approdata in Serie A. Quel biennio ha consolidato l’immagine di un allenatore capace di incidere in contesti competitivi e di costruire squadre solide senza rinunciare a un’impostazione propositiva.

L’esperienza a Empoli e i contatti recenti

L’avventura successiva a Empoli non ha avuto lo stesso esito. Pagliuca è rimasto in panchina per sette giornate, raccogliendo nove punti prima dell’esonero arrivato a ottobre. Tra le gare di quel periodo figura anche la pesante sconfitta subita allo stadio Adriatico contro il Pescara, terminata 4-0.

Dopo l’uscita dall’Empoli, il tecnico è rimasto sotto contratto con il club toscano. Nei mesi scorsi era stato accostato anche allo Spezia, ma l’intesa non si era concretizzata e la società ligure aveva poi scelto un’altra strada. Anche il Pescara, prima dell’arrivo di Gorgone, avrebbe effettuato un sondaggio sul suo conto.

La decisione del club biancazzurro

Il tema della panchina resta dunque aperto. Pagliuca non sarebbe l’unico nome preso in considerazione, ma il suo profilo rientra tra quelli osservati con attenzione: esperienza nelle categorie professionistiche, risultati recenti importanti e un’idea di calcio orientata alla costruzione del gioco.

Per il Pescara, chiamato a ripartire dopo un’annata deludente, la scelta dell’allenatore sarà centrale anche per programmare mercato, organico e ambizioni. Nelle prossime settimane il quadro dovrebbe diventare più chiaro, con la società impegnata a definire la direzione tecnica del nuovo corso.

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